“Tutto Italia”: Sarita che guerriera!

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1. Tennis: Meno male che c’è Sara Errani. Sarita soffre, stringe i denti e alla fine batte la Suarez Navarro in un match incredibile e si qualifica ai quarti di finale del Roland Garros. In condizioni normali, forse, sarebbe stato un 2-0 facile, ma quella fitta intercostale alla fine del primo set ha rischiato di giocare un brutto scherzo a Sara. Che comunque si è ripresa e ha domato l’avversaria con la solita varietà di colpi e quella palla corta che ormai è marchio di fabbrica.

2. Calcio: Quattro gol a San Marino e ti passano i dubbi. O magari ti vengono. Si, perché Cesare Prandelli ha dovuto fare delle scelte difficili per stilare la rosa dei 23 da portare in Brasile per la Confederations Cup. Fuori Ogbonna e Ranocchia, dentro Barzagli (acciaccato come un anno fa prima degli Europei, ma semplicemente irrinunciabile) e Astori. Depennato a fatica anche il nome di Andrea Poli, che contro San Marino aveva segnato e giocato un’ottima partita. In attacco salta Marco Sau, che avrà modo di rifarsi. Il volo da non perdere parte tra un anno. Sempre destinazione Brasile. Allora sì che si farà sul serio.

3. Atletica: Applausi per Veronica Borsi. Il suo 12″76 sui 100 ostacoli abbatte in un colpo solo la barriera dei 13, sotto i quali la 25enne romana non era mai scesa, e il record italiano di Marzia Caravalli (12″85). Ora il duello in programma al Golden Gala si fa decisamente affascinante. Chi la spunterà?

4. Canottaggio: Cinque medaglie (due ori, un argento e due bronzi) per l’Italia agli Europei di Siviglia. E tre quarti posti. La Nazionale azzurra ha piazzato 12 armi in finale e si è dimostrata in crescita rispetto al flop di Londra 2012. Di buono c’è che, accanto ai grandi rematori esperti, emergono giovani dal futuro assicurato. Insomma, la strada per Rio è già iniziata. Remare!

5. Golf: Un piccolo passo indietro che forse rappresenta un grande passo avanti. Dopo la vittoria nel Bmw Pga Championship, Matteo Manassero arriva quarto al Nordea Masters. Qualche rimpianto c’è, perché il giovanissimo fenomeno del golf italiano aveva iniziato la gara da padrone, per poi calare e fermarsi ai piedi del podio. Ma c’è anche la consapevolezza di una crescita costante e di una continuità che comincia a essere incoraggiante. Allo Us Open Matteo proverà a stupire ancora.

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