Tour de France 2013, i tapponi: l’arrivo sul Mont Ventoux

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Parlare del Mont Ventoux significa entrare nella storia e nella letteratura. Una montagna del tutto particolare, che ha sempre acceso l’immaginazione di moltissime persone: questo rilievo calvo, praticamente isolato, con un paesaggio quantomeno lunare sempre battuto dal vento ha un posto d’onore nel ciclismo e nel mito.

Sarà qui che si concluderà la quindicesima tappa del Tour de France, ben 242.5 km con partenza da Givors. Prima del Ventoux, tre salitelle di quarta categoria e una di terza serviranno appena a scaldare le gambe: perché il monte caro al Petrarca fa davvero paura. 20.8 km di ascesa, 7.5% la pendenza media, quasi sempre al sole, con pochissima ombra, e con alcuni tratti che sconfinano sopra il 10%.

Nelle otto volte in cui la Grande Boucle si è arrampicata da queste parti, si sono sempre imposti grandi scalatori: Charly Gaul, Raymund Poulidor, Eddy Merckx, Bernard Thévenet, Marco Pantani e Richard Virenque, solo per citare i più celebri.  Quando il monte calvo farà la sua comparsa all’orizzonte, il tempo dei bluff sarà definitivamente terminato.

foto tratta da letour.fr

marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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