L’Italia ruggisce per 20 minuti, il resto è dominio Springboks (44-10)

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Quando l’Italia decide di giocare può mettere in difficoltà chiunque. L’ha dimostrato agli All Blacks, all’Australia e alla Francia e lo ha fatto capire anche alla seconda potenza mondiale, gli Springboks. Peccato che gli azzurri, al King’s Park di Durban, di fatto giochino (ma che bel gioco) davvero solo nei 20 minuti iniziali della ripresa, perché soprattutto nel primo tempo lo strapotere fisico sudafricano annichilisce una Banda Brunel irriconoscibile. Alla fine lo score recita 44-10, punteggio pesante ma che – se conosciamo bene Brunel – non intaccherà troppo il morale del gruppo. Tanto da sistemare, ma anche molto su cui ripartire in vista del vero test contro Samoa.

La pressione sudafricana è insistente sin dai primi minuti (Steyn al 9′ fa 6-0) e la straripante forza fisica dei suoi avanti schiaccia subito un’inerme Italia nei propri 22. I Boks dominano ovunque, in gioco aperto come in touche, condizione che non rende facile il ritorno di Bortolami in campo, che becca un giallo al 12′. Sulla rimessa seguente, la potenza della maul sudafricana porta oltre la linea Adriaan Strauss (13-0). Ma la meta non redime gli azzurri, anzi, li scarica ulteriormente, facendoli diventare poco più che sparring partner. E a 20′ Engelbrecht  affonda nuovamente il colpo con la meta del 20-0, dopo la trasformazione di Steyn. Parisse&co. non vedono quasi mai l’ovale e, quando ne hanno l’occasione, lo gestiscono male.

Gli spiriti vacanzieri del primo tempo, però, lasciano spazio a spiriti guerrieri che la Banda Brunel mette in mostra nei primi 10′ della ripresa, quando gli azzurri possono anche beneficiare della superiorità numerica (ammonito Basson). E’ un’altra Italia, arrembante e sicura dei propri mezzi, che fa penare gli Springboks in fase difensiva con due lunghe azioni multifase. Nella seconda, gli sforzi vengono ripagati da Alberto Sgarbi al 47′ (ma che magia Parisse), per i primi punti italiani. I nostri continuano in un vero e proprio monologo, che porta Di Bernardo a piazzare per il 20-10, ma tra gli azzurri comincia ad emergere un po’ di stanchezza per i ritmi infernali tenuti in precedenza. Il Sudafrica riguadagna campo, consentendo a Steyn di piazzare nuovamente e a Bryan Habana di marcare con una progressione favorita da una difesa piazzata male il 30-10. Italia che cala vistosamente dal punto di vista fisico e costretta a soffrire le avanzate Springboks, in meta per la quarta volta con De Villiers al 76′. Tre minuti più tardi c’è gloria anche per Basson, che chiude il match con la meta del 44-10.

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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