Il ciclismo in Belgio, un modo di vivere e convivere

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Il ciclismo in Belgio è lo sport nazionale. Anzi, è di più: rappresenta un vero e proprio modus vivendi, qualcosa che va al di là della competizione sportiva e che riesce addirittura a rimarginare quella divisione apparentemente insuperabile tra valloni e fiamminghi. Un compito che solo il ciclismo poteva svolgere, in un Paese dove questo sport è vissuto quasi come una religione.

La rivalità tra i due gruppi etnico-linguistici del Belgio è un elemento che affonda le sue radici nella storia, ma che si respira ancora oggi all’interno del Paese, attraverso lo scontro politico e le disparità economiche: se è vero che nei momenti di crisi – come nel caso della crisi economica che stiamo vivendo da 5 anni – le divisioni sociali si acuiscono, rischiando di arrivare al punto di rottura, l’amore per il ciclismo ha avuto il ruolo di attutire queste frizioni, anche grazie alla saggezza dei campioni belgi.

Soprattutto Philippe Gilbert si è sempre speso in favore della coesione tra fiamminghi e valloni, promuovendo anche una riconciliazione simbolica con Tom Boonen. Se Philippe Gilbert viene dalla Regione Vallone, Tom Boonen è nato nei pressi di Anversa, città più importante delle Fiandre. I due ciclisti belgi più rappresentativi sarebbero potuti diventare un modo per trasferire nello sport la rivalità tra le due entità, ma hanno avuto la saggezza di proclamarsi entrambi come rappresentanti del Belgio, piuttosto che della propria regione di origine, incassando così il tifo di entrambe le parti.

A questo si aggiunge, naturalmente, la possibilità di far parte della stessa squadra in occasione dei Mondiali e dei Giochi Olimpici. Dal 2002, inoltre, è stato riproposto il Giro del Belgio, una corsa a tappe che non si correva dal 1991, e che coinvolge indistintamente tutto il Paese, al contrario della maggior parte delle classiche belghe, che sono incentrate sull’una o sull’altra regione.

Sebbene il ciclismo sia tutt’ora uno dei pochi ambiti in cui il Belgio riesce ad essere un Paese unito, va comunque sottolineato come lo sport si sia dimostrato ancora una volta in grado di superare quelle divisioni che spesso sembrano insormontabili in qualsiasi altro ambito, ad iniziare da quello politico.

giulio.chinappi@olimpiazzurra.com

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