Caso Schwazer, altri cinque indagati! Doping prima del 2008?

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Il caso Schwazer sta scoppiando sempre più. Dopo l’articolo pubblicato ieri da Il Sole 24 Ore, stanno saltando fuori novità importantissime che al momento hanno portate ben cinque persone (oltre al marciatore altoatesino) ad essere iscritte nel registro degli indagati della procura di Bolzano con l’accusa di concorso in favoreggiamento di uso di farmaci!

Questi i nomi: Michele Didoni (allenatore di Schwazer), Giuseppe Fischetto (medico federale), Pierluigi Fiorella (medico federale a cui sono state indirizzate alcune e-mail che smonterebbero il racconto fatto in conferenza stampa l’8 luglio), Rita Bottiglieri (segretaria Fidal) e Karl Wechselberg (cavaliere professionista, a cui Schwazer avrebbe commissionato il trasporto di EPO dalla Turchia).

 

Soprattutto, però, il passaporto biologico del marciatore italiano aveva mostrato valori anomali già in primavera. Secondo le carte della Procura, però, in ambito IAAF, FIDAL o CONI, nessuno si è mosso per mesi fino al controllo della WADA, l’agenzia mondiale antidoping.

Per Michele Didoni, allenatore del marciatore altoatesino, l’accusa è di aver “concorso nel delitto ipotizzato di commercio di sostanze dopanti, in quanto si accordava con Schwazer per l’acquisto di farmaci”.

Il Sole 24 Ore riporta il contenuto di alcune mail compromettenti. Come quelle che Fiorella scambia con l’atleta alla vigilia delle Olimpiadi di Londra: “La decisione sulla permanenza a Londra o meno spetta a te, ma ricorda che certamente alla Iaaf puzzerà questo tuo andar su e giù”, riferendosi alla scelta di Schwazer di non soggiornare a Londra tra le gare della 20 e della 50 km, ma fare avanti e indietro con la Germania. Per i sostituti di Bolzano “si può ritenere che il dott. Fiorella sia pienamente consapevole dell’utilizzo nel corso degli anni di pratiche di doping da parte dell’atleta”.

Anche Fischetto avrebbe saputo che Schwazer facesse uso di sostanze dopanti. Informato il 4 aprile 2012 dal responsabile dell’antidoping della Iaaf, Thomas Capedeville, sull’esito di un test a sorpresa, aveva risposto: “Ciao Thomas, assolutamente sicura manipolazione. Ci metto le mani sul fuoco. Dobbiamo seguirlo molto da vicino. Non ci sono dubbi”. Eppure “nel corso delle indagini – scrivono i magistrati – non sono emersi elementi dai quali risulta che l’indagato Fischetto abbia segnalato agli organi competenti del Coni la necessità di effettuare controlli ematici e antidoping nei confronti del marciatore, così come obbligo giuridico a lui incombente nella sua qualità di sanitario della Fidal e della Iaaf”.

 

I dati che ne emergono hanno portato gli inquirenti a concludere che il marciatore aveva avuto un rapporto con il doping che risaliva forse anche al periodo precedente ai Giochi di Pechino 2008, quando Schwazer vinse l’oro nella 50 chilometri di marcia.

Anche la procura antidoping del Coni, a cui capo c’è da pochi giorni Tammaro Maiello, ha aperto un fascicolo di indagine per accertare eventuali violazioni da parte di soggetti vicini all’atleta.

In FIDAL, dopo le perquisizioni di martedì, è un subbuglio. Al momento Fischietto e Fiorella si sono autosospesi scrivendo questa lettera: “Alla luce degli sviluppi dell’inchiesta della magistratura conseguente alla positività dell’atleta Alex Schwazer, e con il duplice scopo di esercitare il nostro diritto alla difesa liberi da ogni condizionamento esterno, e di evitare  di prestare il fianco a speculazioni di qualsiasi genere nei nostri confronti e nei confronti dell’atletica leggera, abbiamo deciso di comune accordo di autosospenderci da ogni incarico presso la FIDAL.

La nostra è una storia comune di lavoro e di impegno, fondata da sempre sulla lotta al doping. Proprio per questo, si tratta di una decisione particolarmente sofferta, che riteniamo però di dover prendere, coscienti della correttezza del nostro operato, e fiduciosi nel lavoro della magistratura”.

 

Il presidente Alfio Giomi, invece, manifesta fiducia nella magistratura con queste parole:  “La decisione di Giuseppe Fischetto e Pierluigi Fiorella è in linea con l’alto profilo etico e professionale degli stessi. L’assoluta necessità di evitare che ombre e sospetti potessero toccarli a fronte di un’indagine di straordinaria rilevanza per tutto lo sport italiano, ha portato ad una decisione dolorosa ma certamente opportuna. Nell’esprimere al dottor Fischetto ed al dottor Fiorella i sensi della più profonda gratitudine, nella certezza che sapranno dimostrare la loro totale estraneità rispetto alla vicenda, e nel riconfermare la totale fiducia nell’operato della Magistratura, al fine di non creare vuoti in un settore così delicato nella vita della Federazione, ritengo sia opportuno nominarne reggente il dottor Vittorio Savino, presidente della Commissione Medica federale. Medesima solidarietà intendo esprimere nei confronti di Rita Bottiglieri, che, di comune accordo con il Segretario Generale Paolo Bellino, ha scelto di essere destinata ad altro incarico fino alla completa definizione della vicenda”.

 

La situazione è davvero critica oltre che agghiacciante. Cinque tesserati FIDAL indagati per doping o concorso in assunzione sono davvero un bruttissimo colpo per l’atletica leggera italiana che, per pensare al meglio in ottica puramente sportiva, aspetta un weekend intensissimo con la partecipazione alla cara, classica, vecchia, appassionante ex Coppa Europa.

 

stefano.villa@olimpiazzurra.com

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