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Lotta: una possibile esclusione dai Giochi molto discussa

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Vista la concomitanza con gli Europei di lotta a Tblisi (Georgia), con risultati non molto esaltanti per l’Italia, ci sembra giusto tornare a parlare della tanto discussa decisione (provvisoria) del CIO di escludere la lotta per i Giochi Olimpici a venire, a partire dal 2020.

Questa scelta ha suscitato non poche polemiche in seno alla Federazione Internazionale di lotta, nonché presso le varie federazioni nazionali, con tanto di dimissioni, scioperi della fame e medaglie restituite da parte di ex campioni olimpici in segno di protesta.

Innanzi tutto, questa decisione, qualora venisse confermata, sarebbe un evento di forte rottura con la tradizione olimpica: la lotta, infatti, è presente sin dai Giochi Olimpici antichi, ed è mancata solo una volta nella storia dei Giochi Olimpici moderni, nel lontano 1900. Questo è uno degli elementi cardine delle argomentazioni dei difensori della lotta nel programma olimpico.

I detrattori della lotta, invece, affermano che si tratterebbe di uno sport poco spettacolare e con poco seguito. A dir la verità, Londra 2012 ha dimostrato come la lotta abbia un forte seguito, tant’è che il palazzetto si è riempito in tutte le giornate di gara. Per quanto riguarda la spettacolarità, per i non appassionati la lotta non sarà certamente al livello di un 100 m, ma avete mai provato a seguire integralmente una gara olimpica di dressage?

Forse la lotta paga il fatto di essere seguita solo in alcune aree geografiche, in particolare nell’Europa dell’est ed in Asia centrale, ma la stessa cosa potrebbe dirsi di altri sport olimpici. Oltretutto, in alcuni Paesi la lotta è un vero e proprio sport nazionale, nonché una delle poche speranze di raccogliere qualche alloro olimpico.

Se il vero motivo fosse la mancanza di spettacolarità della lotta, il CIO potrebbe consigliare alla Federazione Internazionale qualche cambiamento di regolamento, per rendere gli incontri più vivaci ed interessanti, come si è fatto in altri sport di combattimento (non sempre con i risultati voluti). Ma eliminare la lotta dai Giochi è un vero smacco alla tradizione, un “insulto all’olimpismo“. Purtroppo, però, in questi casi entra troppo spesso in gioco la politica: quali mezzi hanno dei piccoli comitati olimpici, ad esempio quelli delle repubbliche caucasiche, per opporsi a questa decisione?

L’unico rimprovero, che è allo stesso tempo un consiglio, che possiamo fare alla Federazione Internazionale di Lotta è di non aver cercato di espandere il proprio bacino di utenza agli altri Paesi, aggrappandosi a quelli in cui questo sport è già ben radicato. Anziché organizzare gli Europei in Georgia, perché non farlo la prossima volta in un Paese occidentale?

giulio.chinappi@olimpiazzurra.com

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