Coppe europee: top e flop della 4a giornata


TOP

Benetton Treviso

Ludovico Nitoglia: l’ala romana è forse il miglior interprete di questo ruolo in casa Benetton. Col tempo, la sua esplosività e la sua forza di volontà potrebbero diventare imprescindibili per questa squadra. Un mastino nella strenua difesa nel 2° tempo, quando è autore di diversi placcaggi decisivi.

Alessandro Zanni: Una vita da flanker. Parafrasando una canzone del Liga, è facile intuire come trascorra i suoi 80′ in campo questo lavoratore inossidabile. Impossibile, invece, trovare un motivo alla sua costante assenza nei vari XV ideali stilati da Qui, Quo e Qua. Placca, recupera palloni, non sbaglia una touche. Enorme. Il man of the match.

La preparazione: differentemente dal match di Welford Road, il Benetton non stecca il primo tempo, restando in partita fino alla fine. I trevigiani sono organizzati ottimamente in campo: aggressivi ma piuttosto disciplinati e pericolosi in fase offensiva. Da vera grande squadra.

Zebre

Ruggero Trevisan: impossibile trovare un vero Top tra i bianconeri, ma almeno l’estremo ha il merito di marcare gli unici punti per i suoi.

Challenge Cup

Cavalieri Prato: presenza fissa nei Top oramai. La vittoria non è ancora arrivata, ma contro lo Stade nessuno se la sarebbe aspettata. Eppure gli uomini di Frati ce la mettono tutta e, come una settimana fa, mettono in grande difficoltà i parigini.

FLOP

Benetton Treviso

Cristian Loamanu: buona la partita fino al 68′, quando la probabile poca lucidità gli vale il premio di Sciocchezza del match. Il suo cartellino giallo aumenta notevolmente le sofferenze dei suoi compagni di squadra, nel momento di massimo sforzo di Leicester.

I cambi: la prima linea titolare è una sicurezza, tra le più forti d’Europa senza dubbio. Franco Smith probabilmente li crede sovrumani, sbagliando. Il cambio Rizzo-Rouyet arriva troppo tardi, così come gli ingressi di Sbaraglini e Muccignat, addirittura dopo la meta di punizione subita. Quasi inutili a quel punto. Le riserve avranno anche convinto poco, ma talvolta la freschezza (o la stanchezza) paga.

Zebre

La tenuta psico-fisica: ancora una volta, le Zebre si sciolgono dopo mezz’ora circa. Un problema quasi cronico, su cui Gajan, in vista dell’attesissimo derby, deve lavorare pesantemente.

Il gioco: contro Munster, Scarlets ed Ulster si erano intraviste buone giocate da parte del XV bianconero, che facevano presagire dei miglioramenti complessivi. A partire dal match contro Cardiff, però, le Zebre si sono rituffate nella consueta disorganicità delle azioni. Gameplan, questo sconosciuto.

Challenge Cup

Rovigo: i rossoblu sono oramai un caso disperato. La seconda clamorosa sconfitta contro il Bizkaia Gernika ha spiazzato tutti coloro che consideravano la debacle in trasferta una casualità. E invece, gli iberici fanno sprofondare nell’abisso la franchigia veneta, che rischia di trascinare nella sua crisi tutto il movimento italiano.

Foto: supersport.com

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

 

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