Valerio Checchi e Thomas Moriggl: ora o mai più

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I loro nomi non saranno altisonanti come un Giorgio Di Centa, un Pietro Piller Cottrer o un Roland Clara, ma tra i veterani della squadra azzurra di sci di fondo è doveroso ricordare le importanti presenze di Valerio Checchi e Thomas Moriggl. Laziale il primo, venostano il secondo. Per loro, la stagione in procinto di iniziare sarà, forse, quella decisiva per la propria carriera. Reduci da alcune annate assolutamente anonime quanto a risultati, i due sono attesi a quella che con tutta probabilità è una delle ultime occasioni per mettersi in mostra in Coppa del Mondo. L’anagrafe parla chiaro: entrambi hanno raggiunto – da poco – i 30 anni e le porte della nazionale non resteranno spalancate ancora per molto.

Checchi, nella scorsa stagione, ha ottenuto come migliori piazzamenti soltanto un 9° posto nella 15km TL di Rybinsk e un 4° posto nella staffetta 4×10 di Nove Mesto. Poi, praticamente il nulla, con sole cinque top 30 conquistate. Le due vittorie in Alpen Cup sono di rilievo, ma per il 32enne della Forestale non può e non deve bastare. Anche se lo smalto di quattro anni fa, quando concluse 10° nella generale con una vittoria all’attivo, sembra ormai perduto.

Discorso pressoché simile per Moriggl. Nel 2011/12, l’altoatesino ha timbrato la sua migliore performance sempre nella città russa di Rybinsk, chiudendo all’8° posto – precedendo proprio Checchi – la mass start di 15 km. Anch’egli, poi, ha preso parte alla staffetta azzurra che ha chiuso a piedi del podio a Nove Mesto. Degno di nota anche un 5° posto in una tappa del Tour de Ski in Val di Fiemme, dopodiché solo una sfilza di piazzamenti oltre il 20esimo posto. Il podio manca al 31enne finanziere da ben 7 anni, quando conquistò il 3° posto a Lahti.

Tornare protagonisti a livello individuale appare improbabile, ma chissà che i due non possano stupirci. Anche solo ritrovare il podio sarebbe un risultato da incorniciare. Per entrambi, però, il punto di forza potrebbe essere proprio la staffetta: se messi in condizione di far bene, il loro rappresenterebbe un apporto più che valido per tutta la squadra. E i Mondiali in Val di Fiemme potrebbero servire da ulteriore stimolo per riuscire a ritrovare la brillantezza di qualche anno fa.

 

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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