Schwazer: “L’antidoping esiste solo in Italia. Ho sbagliato, ma…”

oa-logo-correlati.png

Stasera al Tg1 Alex Schwazer si confesserà in una lunga intervista. Nel frattempo sono già fuoriuscite alcune anticipazioni. Queste le dichiarazioni più forti rilasciate dal marciatore altoatesino, pizzicato per doping la settimana prima della 50km alle Olimpiadi.

Nessuno dà uno sguardo al di là dell’Italia, dove l’antidoping non esiste”. Può essere anche vero, ma di certo la giustificazione che ha trovato per la sua assunzione non lo scusa: “Dopo Pechino sono stati tanti gli episodi che mi hanno fatto prendere quella decisione. Non è facile dover gareggiare contro atleti nei confronti dei quali c’è tanto sospetto. Vi posso dire che negli anni è diventata dura gareggiare contro questi avversari. Ci si sente presi in giro. Se uno qua da noi si dopa non è perché vuole avere un vantaggio, ma perché vuole gareggiare alla pari”.

Ammette poi “di aver sbagliato. Forse mi sarei dovuto fermare per un anno, occuparmi di altre cose e probabilmente sarei rientrato e avrei vinto come a Pechino”.

 

Ora il carabiniere di Vipiteno si è iscritto all’Università di Innsbruck (facoltà di economia) e ha dato una risposta sul suo rapporto con la fidanzata Carolina Kostner: “Sta bene. La gente deve sapere che quando due atleti di vertice stanno insieme, il rapporto non si può paragonare a quello delle coppie normali che lavorano e si incontrano alla fine della giornata. Noi non ci vediamo per lunghi periodi e ci sentiamo solo al telefono. Chi pensa a un rapporto normale è ovvio che dica: cavolo, lui mette l’eritropoietina nel frigorifero e lei non si accorge di nulla, ma non è così”.

Sarà ma quello che ha fatto rimane qualcosa di assolutamente imperdonabile.

 

stefano.villa@olimpiazzurra.com

WEB TV

Lascia un commento

scroll to top