Italia-Tonga: le pagelle. <em>Top</em> prima linea, <em>flop</em> trequarti

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Vittoria importante per l’Italia, conquistata soprattutto grazie ad una prima linea strepitosa. Bene anche la terza linea, mentre tra i trequarti spiccano molte insufficienze.

Andrea Masi, 5,5: non è brillante come un tempo e l’estremo non è il ruolo in cui si esprime al meglio. Prova a sfondare le resistenze tongane, ma senza particolari risultati.

Tommaso Iannone, 5: forse non era la partita adatta per l’esordio in nazionale. La giovane ala paga la troppa differenza sul piano fisico con i dirimpettai in maglia rossa. Ci duole dirlo, ma è stato praticamente inesistente. Di tempo per crescere ce n’è in abbondanza.

Tommaso Benvenuti, 4,5: tante le imprecisioni del numero 13 trevigiano. In ritardo nelle incursioni degli avversari e nei placcaggi, oltretutto pecca nell’handling in diverse circostanze.

Alberto Sgarbi, 5,5: rispetto al suo compagno di reparto è più incisivo nel gioco d’attacco, anche se ci si aspetterebbe qualcosa in più. In difesa, però, gli errori sono gli stessi: troppi placcaggi mancati, con conseguenti praterie per le scorribande avversarie.

Luke McLean, 4,5: che non sia un fenomeno lo sapevamo già. Ma se come estremo qualcosa di buono riusciva a metterlo in piedi, da ala non potevamo attenderci di più. Lento, impreciso (e indeciso) e totalmente fuori dal gioco.

Kris Burton, 5,5: mezzo voto in più per il 5 su 6 dalla piazzola, ma per il resto non è un Burton diverso da quello “ammirato” nelle ultime apparizioni in maglia Benetton. Discutibile in alcune sue scelte in campo e mai incisivo su entrambi i fronti.

Tobias Botes: 5,5: ci mette tutta la buona volontà di cui è capace provando a costruire qualcosa. La confusione e il disordine, però, prevalgono. Azzecca pochi calci di spostamento, anche se a questa nazionale può far comodo.

Sergio Parisse, 6: non è la migliore partita giocata dal capitano, anche dal punto di vista tattico. Qualche scelta sui falli a favore ha destato perplessità. La grande classe gli permette di arrivare alla sufficienza, anche se talvolta manca di lucidità.

Robert Barbieri, 7: con gli ‘avanti’, i voti tendono inevitabilmente ad alzarsi. La grinta e la determinazione di Barbieri incidono enormemente nelle fasi d’attacco; sempre propositivo, mai domo.

Alessandro Zanni, 7,5: un giocatore che farebbe bene ovunque. In touche è una sicurezza, non sbaglia mai una ricezione. Ottimo in difesa con interventi sempre puliti e decisi e anche in attacco, con sortite offensive degne di nota.

Quentin Geldenhuys, 5: impreciso. Vuole strafare nei raggruppamenti ma non sempre riesce nel suo intento.

Joshua Furno, 5: da rivedere. Probabilmente un Minto o un Pavanello avrebbero fatto meglio. Troppo lento, perde anche qualche pallone di troppo.

Lorenzo Cittadini, 8,5: il man of the match. Sarà anche nato a Bergamo, ma il suo cuore è bresciano al 100%. E il Rigamonti lo galvanizza ulteriormente. Non solo la meta, ma anche tanto lavoro sporco in tutti i raggruppamenti. Un momento magico.

Leonardo Ghiraldini, 8: in difesa regala qualcosina all’inizio, ma gli basta poco per ingranare. Diventa il protagonista indiscusso negli ultimi 5′ del primo tempo; è lui a guidare le maul decisive per la seconda meta, firmata proprio dal tallonatore padovano. In mischia, poi, è una sicurezza.

Andrea Lo Cicero, 7,5: forse sono i suoi ultimi caps con la nazionale e il Barone non vuole di certo lasciare un ricordo negativo. In difficoltà all’inizio, ma esce alla distanza. Puntuale in ogni ruck, potente nella mischia che porta alla meta di punizione.

Martin Castrogiovanni, 7,5: prende il posto di Cittadini ed è subito impegnato in una mischia. Risultato? Meta di punizione. Classe da vendere.

Edoardo Gori, 6,5: prende il posto di Botes in un momento delicato dell’incontro e dimostra di avere nervi saldi. Brunel prenda nota.

Davide Giazzon, Antonio Pavanello, Alberto De Marchi e Simone Favaro, 6: entrati a partita in corso, si limitano a fare il compitino. Ordinaria amministrazione.

 

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

 

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