Forza fisica e disordine tattico: Tonga ai raggi X

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Le Ikale Tahi – letteralmente aquile del mare – sono pronte a spiccare il volo allo stadio Rigamonti di Brescia. Sarà compito dei nostri azzurri impedire qualsiasi tipo di decollo ed eventuali figure barbine davanti al pubblico amico. Stiamo parlando, naturalmente, di Tonga, primo avversario dell’Italrugby in questo novembre.

Anche per loro è l’inizio di un lungo percorso in vista della Rugby World Cup del 2015, complicato al pari di quello italiano. Nel ranking mondiale sono un gradino sotto l’Italia, al 12esimo posto, il che significa terza fascia nei sorteggi mondiali, proprio come la nostra nazionale. I (pochi) precedenti sorridono agli azzurri, in vantaggio 2 a 1 nel conto delle vittorie. L’ultima partita, nel 2005, ha visto la netta affermazione italiana per 48-0. Anche allora era un test match novembrino.

Caratteristica principale della formazione tongana è senza dubbio la grande forza fisica, condita anche da una buona tecnica. Tante le individualità di rilievo, soprattutto tra gli avanti, dove spicca su tutti il numero 1 Sona Taumalolo. Un mix di potenza e determinazione da far paura a chiunque. Difficile spingerlo indietro in mischia. Proprio gli ingaggi rappresenteranno le fasi chiave della partita, alla luce della grande qualità di entrambi i pacchetti. A differenza dell’Italia, la mischia di Tonga dovrà trovare il giusto affiatamento in pochi giorni, mentre il blocco Benetton degli azzurri consentirà da subito di lavorare ottimamente. Il reparto che funziona meno, come per la squadra di Brunel, è quello dei trequarti, dove il livello generale è decisamente più basso. All’apertura, il titolare sarà una conoscenza del rugby italiano, Fangatapu’ Apikotoa, mediano anche del Novaco Alghero, squadra che milita nel girone B di Serie A. Già questo basterebbe a descrivere la qualità media dei trequarti degli isolani, sicuramente inferiore a quella degli azzurri.

Parisse e compagni dovranno prestare particolare attenzione soprattutto agli attacchi per linee dirette, anche individuali, dove la prestanza fisica tongana potrebbe emergere. Fondamentale sarà la precisione e la determinazione nei placcaggi. Punto debole – oltre ai non eccezionali trequarti – è il disordine tattico, un elemento che caratterizza anche le altre nazionali del Pacifico quali Fiji e Samoa. La squadra diretta da coach Mana ‘Otai non dispone di un vero e proprio gameplan, ma tende a sfondare le difese avversarie con avanzate individuali, di puro istinto.

Importante per l’Italia sarà evitare di andare in confusione; giocando in modo pulito e con un buon ritmo, le difficoltà tattiche di Tonga alla lunga verrebbero fuori, consentendo agli azzurri di imporsi nel match. Gli isolani dovranno fare i conti anche con una panchina meno profonda qualitativamente rispetto a quella italiana, soprattutto in mischia.

Le carte in regola per poter battere la formazione del Pacifico ci sono, ma resta comunque una partita di difficile interpretazione. I tongani non temono nulla, il cuore oltre l’ostacolo lo buttano in ogni partita. Una squadra rognosa, da affrontare con attenzione e rispetto. Per ulteriori informazioni, chiedere alla Francia.

Foto: wikipedia.org

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

 

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