Armin Zoeggeler esclusivo: “Voglio l’undicesima Coppa del Mondo”

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La simbiosi tra sport e leggenda. Un mito vivente, un esempio per serietà e professionalità. Una vita intera dedicata allo slittino, sempre in cerca di nuove vittorie e sfide sempre più affascinanti. Una passione inscalfibile, sorretta da una classe ed un talento forse irripetibili. Un palmares ricco e inimitabile, che lo rende il migliore di tutti i tempi dello sport italiano: 2 ori olimpici, 6 Mondiali, 2 Europei, 10 Coppe del Mondo e 54 vittorie nel circuito maggiore, record assoluto. Tutto questo è Armin Zoeggeler, fuoriclasse dalle sette vite che sogna di chiudere in grande stile a Sochi una carriera gloriosa. 39 anni il prossimo 4 gennaio, ma quello dell’anagrafe è un dettaglio superfluo, quasi insignificante: la classe non conosce età e prevale sul tempo.
In esclusiva assoluta, il fenomeno di Foiana si racconta ad Olimpiazzurra.

 

Partiamo dalla gravissima chiusura dell’impianto di Cesana Pariol, con l’Italia che è rimasta senza una sola pista per slittino e bob.
E’ stata un vero peccato. Volevo allenarmi lì e testare i materiali. Adesso è una brutta situazione e bisogna ripartire praticamente da zero e ripensare a tutta la preparazione in vista dei prossimi appuntamenti. Come al solito dovremo cercare delle piste all’estero, il che è molto scomodo. Inoltre Cesana, per le sue caratteristiche tecniche e per il ghiaccio, era una pista ideale per allenarsi e trovare la giusta forma, altrove invece non sempre ci sono le condizioni giuste, perché magari il giorno in cui otteniamo di provare il budello nevica e non possiamo fare i test che vorremmo“.

Senza Cesana lo slittino italiano è destinato all’estinzione?
La chiusura di Cesana potrebbe avere risvolti fatali. Tuttavia penso che lo slittino non sparirà, anche se sarà sempre più difficile in futuro. Per me non è un problema perché sono a fine carriera, ma i giovani? Sarà una tragedia per loro. Negli ultimi anni abbiamo fatto grandi cose grazie alla pista di Cesana, quindi ci hanno tolto una risorsa importantissima“.

La pista più vicina ora è quella di Igls, in Austria. Raccontaci cosa significa allenarsi all’estero.
Sì, andremo spesso a Igls, che però non è Cesana e non posso allenarmi come vorrei. Inoltre all’estero veniamo “ospitati” per modo di dire, perché ogni singola discesa costa 30-35 euro. Sono spese cui facciamo fronte grazie al budget che ci fornisce ogni anno la Federazione. Tuttavia è ovvio che con una pista propria avremmo potuto fare gratuitamente un numero illimitato di discese. Così invece dobbiamo centellinarle. Io ero innamorato di Cesana, mi divertivo davvero a scendere su quella pista che ritenevo la più bella del mondo“.

Karl Damian, direttore tecnico della nazionale di slittino, ha dichiarato che l’Italia arriverà al debutto di Coppa del Mondo a Igls (24-25 novembre) dopo aver disputato solo la metà degli allenamenti inizialmente programmati: confermi?
Purtroppo devo dire che ha ragione. Essendo saltata Cesana, abbiamo perso diversi giorni di allenamento.  Ora per fortuna potremo effettuare dei test internazionali sulla pista olimpica di Sochi per circa 10-12 giorni. Ci sarà anche la nazionale tedesca al completo, quindi sarà utile confrontarsi con loro per vedere a che punto siamo“.

Buttiamo lì una proposta: tu, con il tuo carisma, non potresti cercare di riunire una cordata di imprenditori in Alto Adige e costruire una pista di slittino? Certo, la situazione economica non è delle migliori, tuttavia un catino, se ben utilizzato, può fruttare dei benefici importanti.
In Italia una pista di slittino ci deve essere, non capisco come sia stato possibile arrivare a questo punto. Dobbiamo fare qualcosa in Alto Adige, magari iniziando a costruire una pista sprint per i bambini, affinché si avvicinino a questo sport. Lavorerò in questa direzione e spero che verrò supportato dalla Regione, dalla Fisi e dal Coni“.

Eppure quella attuale non è una situazione nuova, perché prima delle Olimpiadi di Torino non esisteva neppure la pista di Cesana. Come hai risolto il problema in passato?
Io iniziai con lo slittino a Valdora, prima che chiudessero anche quella pista perché ormai obsoleta. Poi mi sono sempre allenato all’estero. Per me non è stato male, perché ho fatto esperienza e conosciuto tutte le piste. Però una cosa di questo genere richiede sacrifici ed è anche molto cara dal punto di vista economico“.

Hai deciso di proseguire fino alle Olimpiadi del 2014 dopo aver provato la pista di Sochi: che te ne sembra?
E’ molto simile a quella di Cesana, sia dal punto di vista tecnico che per le condizioni del ghiaccio. Anche il traguardo è quasi uguale. Una pista dove conta saper guidare“.

Con dieci Coppe del Mondo hai eguagliato il record dell’austriaco Markus Prock: sogni l’undicesima? Il calendario, d’altronde, sembra darti una mano: nelle prime cinque tappe si correrà a Igls, Sigulda, Altenberg e Koenigssee per due volte (la località tedesca ha sostituito Cesana), ovvero quasi tutte le tue piste preferite.
Quest’anno l’obiettivo è proprio vincere la Coppa del Mondo, meno i Mondiali. Spero di iniziare bene e fare risultati e punti pesanti sin dall’inizio. Per ora non so dire a che punto siamo, ma spero che potremo batterci ad armi pari con i tedeschi“.

I Mondiali 2013, in effetti, si svolgeranno su uno dei catini che digerisci meno, ovvero quello di Whistler Mountain, dove l’anno scorso ottenesti solo un tredicesimo posto. Dopo la morte del georgiano Nodar Kumaritashvili alle Olimpiadi del 2010, la partenza è stata spostata definitivamente più in basso e questo rende decisiva la spinta. Difficile, quindi, andare a medaglia?
E’ vero, infatti non mi aspetto tanto dai Mondiali. La partenza ancora una volta sarà la stessa delle Olimpiadi, quindi per noi sarà veramente difficile salire sul podio. Per questo preferisco puntare sulla Coppa del Mondo“.

Lo scorso anno, a differenza delle stagioni precedenti, l’Italia pare aver accusato dei problemi di materiali, soprattutto in confronto ai tedeschi: confermi?
Il problema è che l’anno scorso i tedeschi hanno sostanzialmente copiato le nostre slitte. Prima guadagnavano molto in partenza ed io recuperavo nel finale, ora non è più così perché hanno dei materiali molto veloci. In estate abbiamo cercato di trovare delle nuove soluzioni, ma devo ammettere che lo sviluppo delle slitte è ormai al limite. La Ferrari ci ha dato una mano in questi anni grazie alla galleria del vento“.

Sarà ancora Felix Loch l’uomo da battere?
Tutta la squadra tedesca fa paura, possono contare su quattro uomini fortissimi ed in grado di vincere (Andi Langenhan, David Moller, Johannes Ludwig e Felix Loch, senza dimenticare il giovane Ralf Palik, ndr). Loch chiaramente è il migliore. Poi attenzione ai russi ed al solito Albert Demchenko“.

Proprio Demchenko parteciperà alle Olimpiadi di Sochi a 42 anni di età. Faccio un appello: perché non prosegui anche tu fino al 2015, stagione in cui i Mondiali si disputeranno a Sigulda, pista dove hai vinto per ben 9 volte in Coppa del Mondo?
Io sono già contento di arrivare a Sochi e sono certo che la mia carriera finirà con le Olimpiadi. Ora comincio ad accusare i problemi dell’età e gli acciacchi alla schiena si fanno sentire. Per il momento, quindi, escludo di essere a Sigulda per i Mondiali del 2015, anche se attualmente ragiono anno dopo anno“.

Alle Olimpiadi di Sochi 2014 si disputerà per la prima volta anche il team-event: ti piace questa novità?
E’ una bella opportunità per vincere una medaglia in più, che equipara lo slittino ad altre discipline. Un bel vantaggio per me“.

Dopo il ritiro di Reinhold Rainer nel 2011, sei rimasto il grande veterano della squadra, nella quale sei affiancato dal 28enne David Mair e da una nidiata di giovanissimi. Cosa puoi dirci di queste nuove leve?
Dominik Fischnaller è un fenomeno, ma anche suo cugino Kevin va davvero forte. Hanno raggiunto già un livello veramente importante per la loro età (entrambi classe 1993, ndr) e garantiscono un futuro al nostro sport. Dominik può diventare un atleta in grado di salire sul podio con continuità“.

Se per caso Dominik Fischnaller dovesse finirti davanti in qualche gara quest’anno (come d’altronde già successo a Winterberg nella scorsa stagione), ne saresti felice oppure ti farebbe rabbia essere battuto da un ragazzino?
Se Dominik dovesse finirmi davanti sarei contento, perché significherebbe che ha raggiunto il mio livello e che lo slittino italiano va avanti. Io sono convinto che possa far bene, anche perché usa la slitta progettata da me, Reinhold Rainer e dall’allenatore Walter Plaikner“.

Anche nel doppio i giovani Rieder-Rastner promettono scintille. Nel singolo femminile, poi, c’è Sandra Gasparini.
Rieder-Rastner sono veramente fortissimi e già quest’anno possono stupire. Sandra è migliorata molto e continuerà a progredire“.

Lo scorso anno si era parlato delle tute dei tedeschi come al limite del regolamento: che ne pensi?
Tutto in regola, loro sono stati bravi a sviluppare al meglio un certo tipo di tessuto“.

Cosa farai dopo il 2014?
Ho dedicato la mia vita allo slittino e sarebbe molto bello rimanere nel mondo dello sport, penso che potrei fare qualcosa di buono per aiutare i giovani e la mia disciplina“.

 

federico.militello@olimpiazzurra.com

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