Adriana Crisci in esclusiva: “In corsa per il bene dei ginnasti”

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C’era uno scricciolo che non arrivava nemmeno al metro e mezzo d’altezza. Tanti se la ricordano ancora a Birmingham 1996, a quei Campionati Europei juniores che le regalarono un magico argento nel concorso generale (la eguaglierà Vanessa Ferrari, la supererà solo Enus Mariani). Nessuno può dimenticare la sua presenza a Sidney 2000 (finalista nel concorso generale), una delle punte di quella favolosa Nazionale che tornava ai Giochi Olimpici dopo ventiquattro anni d’assenza, alla prima presenza da quando sono stati inseriti i Mondiali qualificanti (con lei Monica Bergamelli, Irene Castelli, Martina Bremini, Laura Trefiletti, Alice Capitani). Poi venticinque titoli nazionali, due partecipazioni mondiali, tre alla Coppa del Mondo…

Adriana Crisci ha da poco compiuto trent’anni ed è ancora qui a saltare, a divertirsi, a fare artistica ad alti livelli, a provarci. Sabato è diventata campionessa interregionale di categoria (zona Nord Ovest, clicca qui per leggere l’articolo). Con la stessa grinta. E ora primo obiettivo nel mirino? La 95esima Assemblea Nazionale Ordinaria del 15 dicembre. Intenzione: farsi eleggere come consigliere in rappresentanza degli atleti.

In esclusiva per Olimpiazzurra la mitica Adriana Crisci.

 

Come ti è venuta l’idea di candidarti?

Sono in questo mondo praticamente da quando sono nata. Posso dire di conoscerlo bene. E di situazioni improbabili e impossibili ne ho viste parecchie. Proprio per questo vorrei essere eletta: per rimettere il ginnasta al centro dell’attenzione. È lo sportivo che deve essere tutelato.

Vorrei non vedere più palestre in cui è difficile fare ginnastica ad alti livelli. Vorrei sollevare tutte queste problematiche e provare a risolverle. Vorrei solo un po’ di giustizia per noi sportivi.

Tanto per fare un esempio: io l’anno scorso sono ritornata ad alti livelli ma mi allenavo nella palestra in cui sono cresciuta. Quella in cui le trave sono praticamente appiccicate al muro, in cui la pedana per il volteggio è lunga solo 13 metri e in cui non ci sono le buche per le parallele. Per fortuna quest’anno a Torino (sua città natale in cui è ritornata dopo un peregrinare tra Milano, Meda, Parma e Matera, ndr) c’è una palestra in cui…cioè la vedi e dici: “WOW! Impossibile non riprendere a saltare!”.

Indirettamente mi stai dicendo che non esiste solo la ginnastica agonistica?

Esattamente. Quanti sono gli/le agonisti/e in Italia? Una piccolissima parte dei circa centomila tesserati che abbiamo. Sono la ginnastica per tutti, l’aerobica, l’acrobatica, l’acrosport, il trampolino elastico, la “dilettantistica” quelle che danno i grossi numeri e che ci permettono di sopravvivere. Sono loro che dobbiamo ascoltare e tutelare proprio perché sono quelli con meno potere. È la base il fulcro di tutto, quella che muove inconsapevolmente tutto il resto. E per lavorarci serve anche qualche aggiustamento ai piani alti”.

E questo ripresentarti in Federazione è un motivo di rivalsa per te?

Ovviamente. Ne ho subite tante quando ero ragazzina… Sono sempre stata scomoda, anche perché i ricordi sono legati alla mia figura di sedicenne aggressiva e ribelle, quella che lottava per i principi e che avrebbe voluto fare più rumore per una mia tutela personale fisica e mentale. Forse ero già troppo matura e iniziavo a pensare con una testa da adulta che non erano abituati a vedere. E quando inizi a pensare vuol dire che stai diventando adulta ed è ora che ti rapporti ai loro stessi livelli e con le loro stesse armi. Questo potrebbe essere solamente un vantaggio per la Federazione. Perché la Ginnastica non deve essere solo per i più giovani. Anzi, il bello del nostro sport inizia proprio quando cresci e quando inizi a vedere la ginnastica sotto un diverso punto di vista, magari lavorativo e non di divertimento.

Ora di anni ne ho trenta, ma alla fine… Le mie idee, non dico che siano sempre le stesse, ma…(risata, ndr). Certo ora ho smussato un po’ il mio carattere, ho imparato ad essere più diplomatica, ma la grinta non manca mai. La mia ricerca della giustizia non finirà mai. Diversi ambienti mi stanno rivalutando, anche perché hanno capito che non sono solo un numero, ma sono anche una persona, con delle idee ben precise, con una personalità, e che mantiene le promesse.

Racchiudendo tutto in una frase?

Scendo a Roma perché mi sento pronta per affrontare diverse problematiche e discuterne con i vertici. Oltre al fatto che, a dir la verità, mi intriga questo ruolo: molti non danno importanza al valore di questa posizione, io invece sì. Ho tanti progetti in mente per gli atleti, per il nostro presente, per il nostro futuro. Voteranno gli atleti (maggiorenni, 66 elettori usciti dai “preliminari” regionali, ndr) e io ho completa fiducia in loro. Confido in una fiducia ricambiata.

Anche perché la ginnastica non finisce a vent’anni…

È una mia battaglia personale che cerco di combattere da…dieci primavere (ride, ndr). No, a parte gli scherzi, sono convinta di questa cosa. Altrimenti non avrei ricominciato dopo quel 28 marzo 2002 (quando annunciò il suo ritiro, ndr), non mi sarei reinventata al trampolino (campionessa italiana nel 2008, ndr) e non sarei clamorosamente tornata a fare artistica. A maggio, con solo pochi allenamenti nelle gambe, rientrata quasi per gioco, ho sfiorato un quinto posto agli Assoluti di Catania. Se non fossi caduta alle parallele… Chissà se mi rimetto con impegno… Intanto una bella soddisfazione l’Interregionale di Mortara: è andato tutto per il meglio”.

Perché non ti metti sotto seriamente allora?

Una parola. Non posso più vivere di ginnastica a quest’età, non si mangia con la passione e con l’amore per una disciplina. Devo anche mantenermi. Per questo alleno tre squadre: la “Libertas Viva” di Borgaro (Torino), una società di livello dilettantistico a San Mauro Torinese (l’Acrolina) e un gruppo di cheerleader a Ivrea. Sono responsabile della a.s.d. “Down Up” Accademia Acrobatica con la quale porto avanti progetti in cui rientrano spettacoli con gli artisti circensi e stage di acrobatica e ginnastica artistica in tutta Italia. Con quello che guadagno qui e quello che mi offre la mia Società, la Victoria Torino, riesco ad arrivare a fine mese. Ma in passato ho anche fatto la commessa, la cameriera, la restauratrice di cornici di quadri e … altri lavori ancora!

Proprio per questo motivo spero che il mio lavoro venga ricompensato con un possibile ingresso nell’Esercito Italiano. Toglierei un peso alla mia società e potrei dedicare molto più tempo agli allenamenti. Ora navigo sulle due ore al giorno. Vorrei produrre molto di più, ma non c’è materialmente il tempo. Anche se, effettivamente, sto continuando ad incrementare il livello dei miei esercizi…

Sarebbe una soddisfazione, anche se nessuno mi raccomanda quindi devo arrivarci da sola, con le mie forze. Come sempre. Sperando che non accada la stessa cosa di dieci anni fa, per un altro gruppo militare, dopo gli assoluti di Gorizia…”.

Quali sono i punti cardine del tuo programma?

Ve ne anticipo due, ma state sicuri che ho altre migliaia di idee che svelerò se verrò eletta.

Vorrei che uno sportivo che ha fatto attività a livello internazionale abbia un posto assicurato in tutte le Università per la facoltà di Scienze Motorie (ovviamente pagando le tasse regolarmente come gli altri).

L’Interfacoltà di Scienze Motorie rappresenta la realtà universitaria più vicina a noi ginnasti, più vicina ai nostri obiettivi, più vicina alla costruzione del nostro futuro una volta abbandonata l’attività sportiva. Si parte dal presupposto che, dopo aver svolto tanti anni di attività agonistica sportiva di medio/alto livello in ambito ginnico (Olimpiadi – Mondiali – Europei – Gare Internazionali – Serie A1/A2), codesta Università sia l’ideale per guardare oltre alla nostra figura di atleta. Qualche mese fa, a trent’anni, ho avuto il coraggio di iscrivermi a Torino. Purtroppo non sono riuscita ad entrare in graduatoria nei primi 400 posti messi a disposizione per l’ingresso universitario, poiché non è stata presa in considerazione la prova pratica, ma solamente la prova scritta. A quel punto ho iniziato a partorire un pensiero: atleti di alto livello che hanno passato una grossa quantità di ore in palestra anziché sui banchi di scuola, non possono avere la stessa preparazione culturale di altri ragazzi che hanno avuto una vita inversa rispetto alla nostra (tante ore a scuola, poche in palestra). È chiaro che non sarà nostra intenzione “rubare” l’ingresso a nessun’altro studente, ma la proposta si baserà sulla richiesta di una CORSIA PREFERENZIALE per i ginnasti che rientreranno in un livello di attività nazionale ed internazionale”.

E il secondo?

Fino a poco tempo fa, quando un atleta che aveva svolto attività internazionale e nazionale lasciava l’agonismo, poteva richiedere direttamente alla Federazione Ginnastica d’Italia il riconoscimento dell’Attestato di TECNICO REGIONALE, evitando così esami e master di livello inferiore. In questo modo veniva riconosciuta l’attività sportiva dell’atleta svolta in passato e si risparmiavano circa 1000 euro (8 moduli didattici più 3 master regionali).

Ora questa procedura è stata abolita dal nuovo Regolamento. Ad esempio: se una Carlotta Ferlito o una Vanessa Ferrari o un Alberto Busnari dovessero decidere di intraprendere la carriera di tecnico sportivo, dovrebbero ripartire dal percorso di base. Non dico che essere un ottimo ginnasta vuol dire anche saper insegnare, ma è giusto che venga riconosciuto un pezzo di percorso a chi ha contribuito alla crescita del nostro sport.

Qualche altra idea?

Altre proposte potrebbero essere studiate direttamente insieme agli atleti, ai tecnici e ai club societari. In caso di vittoria ho intenzione di gestire il territorio nazionale nominando un ATLETA di riferimento per ogni Regione, in modo tale da avere sempre contatti con i diretti interessati e discutere delle eventuali nuove proposte con loro. Non ho ancora il potere magico di essere in venti posti contemporaneamente (risata, ndr)”.

Chi sono i tuoi avversari in questa corsa?

Per quanto riguarda la nomina femminile ci saranno Elisa Santoni (capitana della Nazionale di Ritmica, bronzo all’ultima Olimpiade, ndr) e Monica Bergamelli (oro europeo a squadre a Volos 2006, quarta a squadre ai Mondiali 2007, tre partecipazioni olimpiche, ndr). Ogni ATLETA grande elettore dovrà eleggere un atleta donna ed un atleta uomo.

Non nego che nel settore maschile, vista l’amicizia che ci lega da anni, vorrei vedere Enrico Pozzo (pluricampione italiano nell’all-around, tre partecipazioni olimpiche, ndr). Lo reputo una persona molto intelligente, sensibile alle problematiche (lui stesso è stato direttamente colpito per quanto riguarda le strutture inadeguate alla pratica del nostro sport) e, soprattutto, è in grado di ascoltare i diretti interessati. Saremmo sicuramente una bella coppia!”.

Perché votare Adriana Crisci?

Per provare a fare qualche piccolo cambiamento, per dare spazio e voce a tutti. Chi mi conosce bene sa che non faccio politica e che tutto quello che faccio lo porto avanti con grande passione e determinazione. Quando sono uscita dal grembo di mia madre, praticamente… ero già in palestra senza accorgermene! Ho seguito le orme di mia sorella e questa passione coinvolge la mia intera famiglia. Conosco bene l’ambiente del favoloso mondo della Ginnastica e sono disposta a mettere la mia faccia per salvaguardare e difendere gli altri atleti.

Mi sto facendo un po’ di propaganda andando a parlare costantemente con le società, non solo quelle che ho allenato nella mia carriera (una quindicina), ma anche tutte le altre che potrebbero essere interessate al mio progetto. Sto cercando di conoscere al meglio i tecnici, gli atleti e  gli innamorati di questo sport per cercare di studiare al meglio le future proposte. Non dimentichiamolo mai: la COLLABORAZIONE è fondamentale per la crescita di un settore e per la risoluzione dei suoi problemi.

Per questo motivo ho deciso di creare un gruppo su Facebook: TUTTI I GINNASTI D’ITALIA F.G.I. E NON SOLO! L’intento è quello di radunare il maggior numero possibile di ginnasti, tecnici, giudici, genitori dei ginnasti per conoscerci e creare sintonia, comunicazione, collaborazione.

Ogni occasione è sempre buona per diffondere le mie idee. Per questo motivo sono molto fiduciosa per questo appuntamento. Anche se è un’elezione quindi di sicuro non c’è mai nulla. Posso solo dire: CHE VINCA IL MIGLIORE!”.

 

Per vedere gli esercizi di Adriana a Mortara: trave (clicca qui); corpo libero (clicca qui); parallele (clicca qui); volteggio (clicca qui).

 

stefano.villa@olimpiazzurra.com

(per i video grazie alla Ginnastica Victoria di Torino)

Vuoi provare a praticare ginnastica? Clicca qui per vedere le società che hanno aderito all’iniziativa di Olimpiazzurra.

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