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Pietro Sibello: “Londra? Io non mi arrendo”



Sono passati nove mesi da quando Pietro Sibello è stato costretto a fermarsi per un angioma di natura congenita. Il velista alassino ha ripreso ad allenarsi, dimostrando attraverso il parere favorevole di illustri esperti a livello internazionale, di essersi ristabilito completamente, senza nessuna compromissione neurologica. Tutto ciò, tuttavia, non è stato sufficiente per convincere la Commissione medica del Coni, che la scorsa settimana non ha concesso ancora una volta l’idoneità per partecipare alle Olimpiadi di Londra. Pietro Sibello non molla e intende giocarsi tutte le carte a disposizione per conquistare una medaglia ai prossimi Giochi Olimpici. Il 33enne ligure, punta di diamante insieme a suo fratello Gianfranco della vela tricolore, ci ha concesso quest’intervista in esclusiva.

Dopo l’ennesimo no del Coni, hai deciso che cosa fare?

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“Sicuramente non accetto questa decisione e non mi arrenderò. Stiamo cercando di lavorare su più fronti: è importante che si conosca la mia vicenda il più possibile, perciò stiamo collaborando con i media e su Facebook è nato un gruppo che si chiama “Vogliamo Pietro Sibello a Londra 2012″ che sta avendo un grande successo! Ringrazio tutte le persone che ne fanno parte e mi danno un grande aiuto, e grazie anche a voi di Olimpiazzurra per lo spazio che mi date. Parallelamente il mio avvocato sta lavorando al meglio, sembra proprio che la possibilità del ricorso al Cas di Losanna sia la più concreta”.

Ti hanno dato qualche spiegazione sulla decisione presa?

“La commissione medica del Coni non è in grado di escludere un rischio di recidiva in connessione all’attività sportiva. Il rischio nel mio caso è slegato dall’attività fisica ed è stato certificato pari a 0,0000228 durante una competizione olimpica. Obiettivamente mi sembra molto basso e poi, come si fa ad escludere con assoluta certezza che gli altri atleti della Squadra Italiana non corrano rischi maggiori?”

Alcuni hanno equiparato il tuo caso a quello di Cassano, accusando il Coni di aver utilizzato due pesi e due misure. Tu che opinione hai in merito?

“Non conosco il caso di Cassano nei particolari, so solo che lui ha dovuto subire un intervento chirurgico, mentre io ho recuperato al 100% nel giro di un mese senza che nessuno mi abbia toccato.
Adesso io sono in gran forma, lui l’ho visto un po’ affaticato”.

Tu non molli e continui ad allenarti, come si svolgono gli allenamenti con tuo fratello e con Giuseppe Angilella?

“A parte la parentesi della Croazia, da settembre non sono più uscito in barca. Mi sto allenando al meglio fisicamente per essere pronto al momento giusto. Affronto sedute di palestra, remoergometro, bicicletta o corsa ogni giorno. Gianfranco si sta allenando con Giuseppe, l’accordo tra di noi e con la Federazione è che qualora io dovessi rientrare, Giuseppe si farebbe da parte”.

Puoi spiegarci come sono andate le cose ai Mondiali in Croazia? La FIV non aggiornava nemmeno i risultati…

“In Croazia ho deciso di partecipare perché ero sicuro che fosse la cosa giusta. Era l’ultima possibilità di qualificare l’Italia per le Olimpiadi e questo mi ha dato una grande emozione. Mi sentivo in grado di farcela, anche senza allenamento, ho chiesto a Giuseppe di lasciarmi il timone e così ha fatto, è stato difficile per entrambi. Sono contentissimo della scelta che ho fatto, è stata una rinascita. Ho anche dimostrato a me stesso di poter tornare in forma ed essere competitivo. Naturalmente ho messo in difficoltà la Federazione visto che non ero il timoniere ufficiale, ma quando una cosa va fatta, va fatta e basta”.

L’idoneità che non ti viene concessa è quella per partecipare alle Olimpiadi, mentre il tuo futuro nel mondo della vela non è in discussione. Hai già deciso se continuare in 49er, comunque vadano le cose?

“Sicuramente il mio futuro sarà nella vela, è logico che se non dovessi ricevere l’idoneità olimpica sarebbe inutile continuare in 49er, almeno in Italia. Ci sono paesi che si fanno avanti, mi dispiacerebbe molto dover prendere in considerazione quest’ipotesi”.

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