Mondiali Juniores: Angioi in finale, delude la Lanciano

Due grandi protagoniste erano attese nella terza giornata dei Mondiali Juniores al Montjuic di Barcellona (Spagna). Arriveranno una delusione e l’attesa conferma.

 

Francesca Lanciano, dopo aver lasciato tutti a bocca aperta con quel 13.59 del turno di qualificazione del salto triplo (primato italiano di categoria soffiato a Simona La Mantia), si presenta in pedana per la finale. La salentina è attesa da qualcosa di consistente e si spera in una prestazione di rilievo. Con possibilità di medaglie. Niente di tutto questo. L’allieva di Raimondo Orsini non riesce neppure a superare la barriera dei 13 metri fermandosi al 12.95 del secondo tentativo: ultima posizione. E’ stata una gara stellare, la migliore di una rassegna iridata che conferma di essere ad alti livelli in tutte le discipline, segno del buon lavoro che stanno facendo i giovani di tutto il Mondo: una lotta al cardiopalma tra la padrona di casa Peleteiro e la lituana Dovile Dzindzaletaite. Volano entrambe alla fantascientifica misura di 14.17, migliore prestazione mondiali juniores stagionale, e la sfida si risolve in favore della furia rossa per la sua miglior seconda misura. Molto bella la prestazione di Ottavia Cestonaro che, dall’alto della sua classe 1995, è capace di un buon 13.29 che la piazza all’ottavo posto: prima finalista azzurra a tutti gli effetti della competizione.

 

Classe 1995 è anche Anastassia Angioi. La sassarese, allenata dal papà ostacolista e figlia di mamma Yelena grande ginnasta del passato, fa registare un eccellente 6.20 nel salto in lungo (il suo personale è il 6.49 di un mese fa ottenuto al meeting Studium e Stadium della sua città). Ammissione facile alla finale? Assolutamente no perchè davanti ci sono otto mostri che ottengono la qualificazione superando la norma di 6.30. L’argento dei Mondiali U18 di Lille riesce ad acciuffare il passaggio del turno solo con l’ultimo posto a disposizione. Che livello di gara! Per arrivare a medaglia, come in molti si aspettavano da questa grande promessa dell’atletica nostrana, servirà ripetere il suo best career. Siamo certi che la nipote di Olag Bulatkin, buon ostacolista sul giro di pista a fine anni ’70, metterà in pedana tutta la grinta di cui è capace per realizzare i suoi sogni.

 

Nella finale dei 1500 c’è Mohad Abdikadar, unico europeo insieme a un norvegese presente al via. Ne esce un 3’53”74 che porta il ragazzo di origini somale all’undicesimo posto. Una buona prima parte di gara quando i ritmi sono bassi e la corsa è chiusa, poi il qatariota Driouch rilancia l’andatura e per il 19enne cresciuto a Sezze c’è ben poco da fare. E’ comunque una buona prestazione che può portarlo lontano in contesti continentali dove, senza le imprendibili gazzelle africane, può fare qualcosina di più.

 

Qualificazioni del salto con l’asta a grandi livelli. Roberta Bruni (nella foto FIDAL) sale bene alla prima oltre 4.05 e questo le spalanca le porte della caccia alle medaglie: ma sono otto le astiste che vanno al di là della quota richiesta di 4.10, con la pluridecorata svedese Angelica Bengtsson in testa. La reatina, da cui ci si aspetta parecchio col suo 4.35 di personale e col 4.50 da minimo olimpico sbagliato di poco a Misano, finisce nona, in ogni caso ancora in lizza ed in buona compagnia, visto che l’australiana Liz Parnov fa lo stesso percorso. Invece non basta alla romana Sonia Malavisi il doppio personale, prima eguagliato a 3.95 e poi incrementato a 4.05: un beffardo 13° posto, il primo delle escluse. Nonostante tutto un debutto internazionale da incorniciare. Molto peggio della romana fa la britannica Katie Byres, terza al mondo quest’anno con 4.36 e rimasta senza misura: fuori anche la russa Kristina Bondarenko (4.25 di personale).

 

Nelle batterie dei 200 metri fa sognare “Fausto” Desalu, che agguanterebbe la semifinale con il suo personale a 21”08, ma viene squalificato per un’invasione di corsia molto difficile da valutare. Nelle semifinali dei 200 metri nuovo progresso per Irene Siragusa, che scende a 23”75 (appaiando Manuela Levorato al 6° posto della lista junior di sempre) e arriva non lontana dalla promozione alla finale.

 

stefano.villa@olimpiazzurra.com

Leggi tutte le notizie di oggi su OA Sport

LA NOSTRA STORIA

OA Sport nacque l'11 novembre del 2011 come blog chiamato Olimpiazzurra, per poi diventare un sito web dal 23 giugno 2012. L'attuale denominazione è in uso dal 2015. Nell'arco degli anni la nostra filosofia non è mai mutata: tutti gli sport hanno la stessa dignità. Sul nostro portale le Olimpiadi non durano solo 15 giorni, ma 4 anni. OA Sport ha vinto il premio come miglior sito di Sport all'Overtime Festival di Macerata nel 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020.

TAG:
Angioi

ultimo aggiornamento: 13-07-2012


Lascia un commento

Elisa Rigaudo in esclusiva: “Emozionata, ma non temo nessuna”

Mondiali Juniores: Angioi ultima, Trost in finale