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Elisa Santoni: “A Londra non ci accontenteremmo di un bronzo”



E’ la capitana delle Farfalle d’Oro che hanno cambiato per sempre la storia della ginnastica ritmica italiana con tre Mondiali vinti consecutivamente dal 2009 al 2011. Elisa Santoni faceva già parte della selezione tricolore che vinse la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atene 2004. Ed era presente anche 4 anni dopo a Pechino, in quelli che per questa disciplina verranno ricordati come “I Giochi della vergogna”: le inspiegabili votazioni di una giuria palesemente di parte privarono le azzurre del loro sogno a Cinque Cerchi, relegandole al quarto posto a vantaggio delle semisconosciute (e mai tra le prime 10 sino ad allora) padrone di casa della Cina.
Dopo aver meritatamente dominato il mondo per un intero triennio grazie ad una superiorità tecnica e coreografica schiacciante, l’Italia è giunta “solo” terza negli ultimi Campionati Europei di Niznij Novgorod (Russia), preceduta dalle padrone di casa e dalla Bielorussia. Il tutto senza compiere errori visibili e portando al termine degli esercizi ben eseguiti. Insomma, Elisa Santoni, in questo caso portavoce di tutta la squadra, chiede solo giustizia a Londra 2012: ciò significa che a vincere dovrà essere la nazionale più meritevole e non solo quella con i migliori appigli politici. Nello sport dovrebbe funzionare così, ma purtroppo non sempre accade.

Nel corso degli ultimi Europei le giurie si sono rivelate avare nei confronti dell’Italia: cosa si prova a venire sempre penalizzati in questo modo? Dopo anni di sacrifici, pensate mai “chi ce lo fa fare”?
Purtroppo il nostro è e sarà sempre uno sport soggettivo. I Paesi dell’Est hanno sempre potuto contare su una grande tradizione nella ritmica e questo fa ancora la differenza con le giurie. Le nazionali straniere ci temono per il nostro grande livello raggiunto. Noi ragazze siamo comunque felici ed orgogliose per il lavoro che facciamo, tuttavia è normale ogni tanto, magari dopo l’ennesima ingiustizia subita, ci capita di pensare chi ce lo sta facendo fare. La nostra forza, però, è quella  di riuscire a rialzarci sempre. Se esiste una giustizia divina, a Londra dovremo riprenderci quanto ci è stato tolto a Pechino“.

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Ormai serpeggia la sensazione che nella ginnastica ritmica, in occasione delle Olimpiadi, non vinca realmente la squadra migliore, con la classifica che sembra già ben delineata alla vigilia: in questo modo questo sport non rischia di perdere credibilità?
Certo, si perde la stima e la credibilità degli appassionati. La Federazione si sta muovendo affinché a Londra si possa disputare una gara “regolare” e mi auguro che ciò avvenga“.

Un altro furto dopo Pechino sarebbe intollerabile: hai pensato, nella non augurabile eventualità, ad un possibile atto di protesta?
Se dovesse ripetersi la medesima situazione di 4 anni fa sarebbe gravissimo. Siamo stanche di questi continui soprusi. Se sbagliamo siamo le prime ad ammettere gli errori, ma  in caso contrario dobbiamo essere premiate per ciò che valiamo. Lancio una provocazione: dateci giustizia, oppure a Rio potremo anche decidere di non presentarci“.

Se il trend degli ultimi Europei dovesse essere confermato, a Londra il podio dovrebbe essere il seguente: Russia, Bielorussia ed Italia. E’ tutto già scritto?
Per noi un podio sarebbe comunque un risultato straordinario, ma di certo il bronzo non ci basta: vogliamo l’oro. Siamo un gruppo esperto e con grande esperienza, non ci deconcentriamo mai e daremo il massimo per fare la gara della vita“.

A 25 anni sei una ragazza giovanissima, ma ormai veterana per la ginnastica ritmica: cosa ti stimola a proseguire in questa disciplina che richiede sacrifici importanti?
E’ vero, ormai posso vantare una grande longevità agonistica, dato che sono in Nazionale da quando avevo 14 anni. Il mio segreto è che non mi sono mai sentita appagata di stagione in stagione. Per me la terza Olimpiade è un sogno che si avvera. Rispetto a qualche anno fa ho qualche acciacco fisico in più, ma dalla mia ci sono l’esperienza e la capacità di gestire al meglio l’emozione“.

Londra 2012: la tua ultima apparizione olimpica, o ti vedremo in pedana anche a Rio 2016?
Dovrò valutare se sarò appagata o se avrò nuovi stimoli. Di certo ho già in testa altri progetti, tra cui laurearmi in Scienze Motorie a L’Aquila“.

Hai pensato ad un possibile futuro da allenatrice?
Non ci ho ancora pensato, ma di sicuro resterò nell’ambiente“.

Quasi un anno fa era sorto per voi il problema del Pala Desio, dato che avreste dovuto convivere con le partite di Eurolega della squadra di basket di Cantù: come avete risolto quell’imprevisto?
All’inizio è stato un bel problema. Poi ci siamo organizzate facendo in modo di mettere le giornate di riposo nei periodi in cui giocava Cantù. Per fortuna che poi tutto si è risolto, mentre la sede estiva di Follonica ci ha offerto poi tutti i comfort per allenarci al meglio“.

Vivi gran parte della tua vita con le tue compagne: si può dire che ormai siete quasi come delle sorelle?
Sì, perché viviamo molto tempo lontane da casa e condividiamo insieme il tempo libero. Tra di noi esiste un legame molto forte e la complicità si può scorgere anche in pedana“.

Dopo il grande successo con la ginnastica artistica, pensi che un reality sulla ritmica potrebbe far bene alla crescita del movimento?
Di certo porterebbe la ritmica in molte case ed accrescerebbe il numero delle praticanti. Il nostro è uno sport minore, di cui si parla solo in caso di vittorie importanti. Per questo iniziative di questo genere farebbero comodo, anche se credo che in qualche modo destabilizzerebbero gli allenamenti“.

 

federico.militello@olimpiazzurra.com

redazione@olimpiazzurra.com

 

 

 

 

 

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