Pallanuoto femminile, Giulia Gorlero IN ESCLUSIVA: “Molti non capiranno la mia scelta di andare a Milano. Lavorare forte per raggiungere gli Usa”

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Ha chiuso la saracinesca del Setterosa, non passa lo straniero: è Giulia Gorlero. Abbiamo intervistato la proprietaria della calottina numero 1 della Nazionale femminile di pallanuoto allenata da Fabio Conti e, da quest’anno, della neopromossa Nuoto Club Milano, compagine “giovane” ma al contempo molto organizzata ed ambiziosa, che proverà a dare filo da torcere in Campionato alle varie Catania, Padova, Bogliasco, Cosenza… Un piccolo viaggio tra recente passato colorato d’argento olimpico, presente stimolante e futuro ancora tutto da scrivere (con fiducia e convinzione). Buona lettura e grazie di tutto Giulia!

Ciao Giulia, parlaci subito di queste prime settimane con il tuo nuovo club, il Nuoto Club Milano.

“Che dire… Mi piace! Mi piace l’ambiente, mi piacciono le ragazze, Fabrizio (Diblasio, ndr) è un allenatore giovane ma che ha tantissima voglia di fare bene, di mettersi in discussione. Abbiamo fatto due amichevoli e la Unipol Cup: abbiamo dimostrato di essere una squadra sicuramente inesperta, ma con tante potenzialità e tanta voglia di fare bene. Ci manca un pizzico di spensieratezza e più consapevolezza dei nostri mezzi. Secondo me, il nostro potrà essere un Campionato divertente”.

Rimettersi in discussione con una neopromossa, dopo stagioni importanti con Club (Imperia, Messina) e Setterosa: una bella scommessa!

“Sì, sai, forse molti non capiranno questa mia scelta, ma dopo essere arrivata – passami il termine – all’apice, volevo rimettermi totalmente in discussione. Volevo rimettermi alla prova. Mi piacerebbe trasmettere la mia esperienza a queste ragazze e sicuramente usciranno lati nuovi di me. È facile quando tutte le cose vanno bene, al contrario quando per vincere una partita devi dare tutto…sono sicura che verrà fuori una Giulia Gorlero inedita, ed è proprio in quel momento che vorrò mettermi alla prova! Sono felice della scelta fatta, siamo un gruppo che come prima cosa deve imparare a divertirsi. E sono sicura che tutte le cose arriveranno da sé…”.

Un tuo parere sul nostro Campionato: favorite, mine vaganti, chi parte attardato, giocatrici che potrebbero sorprendere…

“Credo che Padova si aggiudicherà ancora lo Scudetto perché in questo momento è l’unica squadra che lavora con determinati obiettivi di alto livello da più anni… Penso anche che Bogliasco, Cosenza e Catania possano fare un bel Campionato; sono tre squadre con molte giovani che, secondo me, possono sorprendere. Mine vaganti? Non ti saprei dire oggi, non ho ancora visto Roma, Pescara e MessinaSo per certo che noi possiamo fare bene, solo di questo sono convinta!”.

Obiettivi individuali e di squadra per la stagione 2016-2017: Club e Nazionale.

“Con Milano, primo obiettivo: salvarsi. Raggiunta la permanenza nella massima serie, mi piacerebbe poter puntare ad una posizione di metà classifica. Italia: ci saranno i Mondiali a Budapest. Molte squadre osserveranno il Setterosa con occhi diversi…”.

Setterosa-nuovo corso. Avete perso due colonne portanti come Di Mario e Frassinetti, tu sarai senz’altro tra le figure-guida di un gruppo che si preannuncia sì giovane, ma molto combattivo… Sei pronta?

“Esatto. Come hai detto tu, Tania e Teresa erano due colonne portanti e importanti… Penso possano esserci però giovani pronte e vogliose di dare il loro contributo e di far bene. Secondo me, il ruolo del portiere ha a prescindere da tutto il resto un peso importante nella squadra. Quindi bisogna sempre essere pronti a far bene, in ogni momento!”.

Basterà un quadriennio per colmare il divario con le statunitensi? A proposito, ti capita di ripensarci a quella fantastica avventura argentea chiamata Rio 2016?

“Eh, bella domanda… Questi Stati Uniti sono davvero forti, inutile negarlo. Certo, un quadriennio è tanto, tantissimo; se si lavora ‘forte’, penso possano esserci buone possibilità. C’è anche da ricordare che siamo state le uniche a batterle al Mondiale di Kazan: questo è un segno…! Se ci penso a quell’argento…?!? Ogni singolo giorno! Io continuo a dirlo: volevo l’oro! Finita la semifinale tutti mi chiedevano: ‘Perché non esulti? Non sei felice?’. Ed io rispondevo di no, perché volevo l’oro… Quindi, sì, un argento olimpico è pur sempre un argento olimpico. Ma ho davvero molto amaro in bocca…”.

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giuseppe.urbano@oasport.it

Foto: pagina FB Giulia Gorlero Fans Club

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