Atletica, Paralimpiadi Rio 2016: la storia di Assunta Legnante, il Cannoncino a caccia di medaglie

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Nasce a Napoli il 14 maggio 1974 un’atleta destinata a cambiare il corso dell’atletica italiana, principalmente nelle discipline nei lanci. Questa è Assunta Legnante, gigante di 189 centimetri, capace di realizzare notevoli risultati anche tra i normodotati, prima dell’avventura paralimpica.

Nonostante un glaucoma che ne ha limitato la vista fin dalla nascita, la Legnante si è distinta sin dal 1997, conquistando la medaglia di bronzo agli Europei juniores di Lubiana, replicata due anni dopo a Gotenborg tra le Under 23. Dopo l’oro ai Giochi del Mediterraneo nel 2001, arriva  la consacrazione anche nel “mondo dei grandi”, grazie all’argento agli Europei indoor di Vienna, ma soprattutto entrando in finale in tutte le competizioni mondiali e continentali. Nel 2004 è però al centro di una controversa vicenda, che la vede lontana dalle Olimpiadi di Atene dopo l’esclusione del CONI, che ha motivato la scelta con una “non idoneità fisica”. La mancata qualificazione a Pechino e l’aggravarsi delle sue condizioni fisiche la costringono al ritiro nel 2009, ma è soltanto un nuovo inizio.

Nel 2012 la campana annuncia infatti la sua volontà di diventare un’atleta paralimpica, e gareggiare ai Giochi di Londra. In Inghilterra “Cannoncino”, come è soprannominata, vince la medaglia d’oro con il nuovo record del mondo nel getto del peso, proseguendo la sua striscia con altri successi in tutti i Mondiali ed Europei, anche nella disciplina del lancio del disco.

Rio resta dunque l’ultimo gradino da scalare, prima di entrare definitivamente nella leggenda dello sport paralimpico.

Foto: pagina Facebook Assunta Legnante

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gianni.lombardi@oasport.it

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