Beach volley Olimpiadi Rio 2016. CHE DERBY! Tutti i colori della sabbia azzurra

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Due modi diversi di intendere il beach volley, amici sì ma non troppo perché quando c’è la rete di mezzo per quella ora l’unica cosa che si desidera è battere l’avversario, chiunque esso sia. Alex Ranghieri e Adrian Carambula da una parte, Paolo Nicolai e Daniele Lupo dall’altra: lo show contro la serietà ma soprattutto, da entrambe le parti, la grande professionalità di due coppie che stanno tenendo altissimo l’onore dell’Italia in questo sport.

Da una parte la coppia simbolo del beach italiano, quinta a Londra, la prima a vincere un torneo del World Tour, un Grand Slam, due volte campione d’Europa, dall’altra gli emergenti, capaci dopo un mese che erano assieme di andare a podio in un Major Series, di conquistare l’argento europeo, di vincere, nella stagione in corso iniziata lo scorso ottobre, ben due tornei World Tour.

Nicolai/Lupo mai sopra le righe, mai una parola di troppo, politically correct all’inverosimile, Ranghieri/Carambula genio e sregolatezza, più genio che sregolatezza a dire il vero, perché le loro gag, la sky ball, le foto in posa, non superano mai e nemmeno si avvicinano al limite consentito. Scanzonati ma quando c’è da giocare si gioca. E’ il bello di questa sfida che, bisogna dirlo, lo è anche in panchina. Da una parte, all’angolo di Ranghieri e Carambula, il ct della Nazionale Paulao, che allena la coppia personalmente al centro tecnico dell’Eur e dall’altra Matteo Varnier, ex azzurro che sta svolgendo il suo lavoro su Nicolai/Lupo al centro tecnico di Ostia. Se vogliamo metterci un po’ di malizia potremmo dire che inizia qui la volata per il posto da prossimo ct della Nazionale ma la realtà è che questi due staff collaborano fra loro e screzi non ce ne sono mai stati.

Sarà sfida vera perché i quattro ragazzi si stimano, si vogliono anche bene perché affrontare viaggi intercontinentali gomito a gomito unisce, si goisce per la vittoria dell’altro e si è solidali per la sconfitta. Però la legge dello sport dice che quando hai un avversario di fronte l’unico tuo compito è quello di cercare di batterlo e sarà così anche questa volta.

I tre precedenti internazionali della due coppie italiane sono tutti risalenti alla scorsa stagione e, curiosamente ma non troppo, parlano tutti a favore di Ranghieri/Carambula. Il precedente più importante riguarda proprio un ottavo di finale, del campionato Europeo a Klagenfurt e si è chiuso con la vittoria 2-0 di Ranghieri/Carambula, poi a Olsztyn nella Pool del Grand Slam polacco (l’unico dei precedenti finiti al tie break) e infine a Milano, nel bel mezzo di Expo, nella semifinale del torneo che poi sarebbe stato vinto da Ranghieri e Carambula. Lo scorso anno, però, è stato pieno di problemi per Lupo/Nicolai che poi sono tornati dalla fine della stagione (col podio di Sochi prima dell’intervento al ginocchio di Nicolai) ad essere fra i grandi protagonisti del circuito.

Fare pronostici è impossibile, sono due coppie che si equivalgono. Per esperienza si fanno preferire Lupo e Nicolai, per esuberanza Ranghieri/Carambula: sarà bello vederli tutti lì, assieme, nel posto più bello del mondo per un beacher, Copacabana e allo stesso tempo sarà triste pensare che due di loro se ne torneranno a casa dopo questa partita ma chiunque uscirà dal torneo olimpico lo farà a testa alta, consapevole che avrà fatto il massimo, dando un’immagine fantastica dell’Italia che gioca a beach e di questo tutto il movimento (spesso freddino nei confronti delle coppie azzurre) dovrà essere grato a questi ragazzi.

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