Volley femminile, Olimpiadi Rio 2016 – Le ambizioni dell’Italia: azzurre outsider, per i quarti di finale serve l’impresa

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L’Italia, dopo tre Olimpiadi in cui si presentava nel lotto delle favorite per salire sul podio, sarà solo una outsider ai Giochi Olimpici di Rio 2016. La nostra Nazionale di volley femminile si è qualificata sudando tantissimo, salvando quel clamoroso match-point avuto dal Belgio che se realizzato ci avrebbe escluso dalla corsa verso il Maracanazinho. Poi la rocambolesca vittoria sulla Turchia ad Ankara prima del facile torneo di Tokyo dove abbiamo staccato agevolmente il pass a cinque cerchi.

Un cammino lastricato di insidie ma che quantomeno ci ha permesso di qualificarci alle Olimpiadi per la quinta volta consecutiva nella nostra storia: un traguardo tutt’altro scontato considerando come si erano messe le cose. Marco Bonitta ha a disposizione un gruppo formato da grandi veterane (la capitana Del Core, la rientrante Lo Bianco, l’esperta Guiggi) e da promettenti giovani che rappresenteranno il nostro futuro (Egonu, Diouf, Sylla, Orro, Chirichella).

 

Le azzurre sono state inserite in un girone letteralmente di ferro in cui sarà complicatissimo passare il turno: la qualificazione ai quarti di finale dovrebbe essere il nostro massimo obiettivo ma attenzione perché questa Italia ha fatto capire di avere fegato durante il Grand Prix, dimostrandosi in crescita. Saremo un osso duro per tutti, anche se partiremo sempre come sfavoriti considerando i colossi che ci troveremo di fronte nella Pool B.

Di certo questi Giochi Olimpici rappresenteranno l’occasione per mettere alla prova tante giocatrici che rappresenteranno l’ossatura dell’Italia del futuro. L’occhio lungo punta già a Tokyo 2020 ma è chiaro che si partecipa alle Olimpiadi per ottenere il miglior risultato possibile.

I fortissimi USA, Campioni del Mondo in carica, sembrano essere la formazione più forte del lotto. Contro lo squadrone di coach Kiraly c’è poco da fare: vanta una rosa ampissima, un sestetto titolare solidissimo in tutti i fondamentali, tanta velocità e grande atletismo. Serve davvero un’impresa ad Antonella Del Core e compagne per battere le statunitensi, come sarà davvero molto difficile battere la Cina con tutte le titolari a disposizione: difendono fino alla morte ed è arduo mettere palla a terra.

È molto probabile che il passaggio del turno passi dai match contro la Serbia, a sorpresa seconda nella passata Coppa del Mondo, e contro l’Olanda vicecampionessa d’Europa, nostra bestia nera contro cui abbiamo perso le ultime quattro partite. Battere le ragazze di Guidetti o le slave sarà determinante per le speranze azzurre, a patto che comunque si superi agevolmente il modesto Porto Rico, sesta forza del raggruppamento e che sulla carta è inferiore alle altre Nazionali (l’Italia degli uomini fu mestamente sconfitti proprio dai caraibici durante i disastrosi Mondiali 2014 ma ci auguriamo che questo sia solo un cattivo ricordo).

 

L’Italia non è mai riuscita ad andare oltre i quarti di finale nella sua storia. Il primo match ad eliminazione diretta sembra essere uno scoglio insormontabile. Sembra ostico, in questo momento, pensare che a Rio riusciremo a sfatare il tabù. Mai dire mai, considerando le tante sorprese che Bonitta ci ha regalato.

Un quarto di finale che sulla carta sarebbe contro Brasile o Russia, le due grandi favorite della Pool A dove sono inserite anche Giappone, Corea del Sud, Argentina e Camerun. Campionesse Olimpiche e padrone di casa oppure Campionesse d’Europa: sognare non è vietato.

 

stefano.villa@olimpiazzurra.com

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