Golf, British Open 2016: il percorso del terzo Major stagionale

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Siamo ormai alle porta del 145° British Open, storico Major golfistico al maschile. L’imminente edizione si disputerà sul green del percorso Royal Troon, che già aveva ospitato l’Open in altre 8 occasioni (l’ultima nel 2004). Situato a Troon, nel South Aurshire, e disegnato sulle coste frastagliate della Scozia occidentale, il Royal Troon è un par 71 decisamente impegnativo. Ginestre, vento ed ostacoli naturali rendono l’Open una vera e propria gara di abilità tecnica golfistica. Come detto, l’edizione 2016 sarà la nona in programma su questo green. Dal 2004 ad oggi sono cambiate alcuni aspetti di svariate buche, in modo di ripristinare le condizioni iniziali delle stesse.

Capiamo adesso quali sono le caratteristiche e le difficoltà delle 18 buche del percorso Royal Troon.

BRITISH OPEN, PERCORSO ROYAL TROON – LE BUCHE

Buca 1, Seal: par 4, 367 yds – Partenza subito ricca di insidie. Bunker da entrambi i lati si ergono a guardia del fairway. L’ingresso alla zona green è particolarmente stretto. Il nome Seal deriva da una catena di rocce, e non è inoltre raro scorgere foche crogiolarsi sugli scogli del Firth of Clyde.

Buca 2, Black Rock: par 4, 390 yds – Non particolarmente ostica. Bisogna fare attenzione ai diversi bunker sparpagliati lungo lo yardage di questa buca, ed al vento. E il nome? Black Rock è una barriera che giace in mare aperto.

Buca 3, Gyaws: par 4, 377 yds – Qui il controllo e la precisione assumono un’importanza vitale. Bisogna cercare di tenere bene il lato destro, evitando in questo modo i bunker posizionati sul lato opposto. Gyaws è una vecchia parola scozzese che indica un solco.

Buca 4, Dunure: par 5, 555 yds – Il primo dei 3 par 5 della competizione. Sempre bunker da superare in apertura. Qui il vento può essere d’aiuto per ottenere punteggi interessanti. Dunure è un paese famoso per le rovine del suo castello, che dominano l’Air Bay.

Buca 5, Greenan: par 3, 209 yds – Prende il nome da un antico castello. E’ un bel par 3 dove è richiesto un primo colpo ben assestato in modo da entrare subito nel cuore del green. Mancare il bersaglio può spalancare le porte dell’inferno a coloro che sbaglieranno l’approccio.

Buca 6, Turnberry: par 5, 601 yds – Bunker da entrambi i lati, ed alcuni in agguato a metà percorso. Green stretto, il tutto incorniciato da dune di sabbia. Turnberry è a circa 20 miglia a sud di Troon, e prende il nome dal suo faro.

Buca 7, Tel-el-Kebir: par 4, 401 yds – Prende il nome da una battaglia combattuta in Egitto nel 1882. Bunker, sabbia e terreno variegato sono le difficoltà di questo par 4.

Buca 8, Postage stamp: par 3, 123 yds – Originariamente conosciuta come “Alisa”, questo breve par 3 può rappresentare la fine dei sogni di gloria per alcuni. Il green è infatti adiacente ad una duna.

Buca 9, The Monk: par 4, 422 yds – Fuori dal villaggio di Monkton, da qui il nome, è una buca che lascia intravedere ampie possibilità di -, ma bisogna non oltrepassare i limiti.

Buca 10, Sandhills: par 4, 451 yds – Gary Player ha descritto questa buca come la pi+ difficile al mondo quando soffia il vento. Le folate possono infatti deviare la traiettoria tra le ginestre ed un grande canalone, mettendo nei guai i protagonisti.

Buca 11, The Railway: par 4, 482 yds – Ridotta da par 5 a par 4 dal 1997, è stata resa indubbiamente più dura. Lungo l’intero lato destro è presente un muro di pietra alto 4 piedi che la separa dalla ferrovia (Railway). Arnold Palmer l’ha definita la buca più pericolosa. In passato si ricordano anche dei quintupli bogey.
 
Buca 12, The Fox: par 4, 430 yds – In passato questa zona era abitata da volpi, ma la maggior parte della vegetazione è quasi scomparsa ed ora le volpi si vedono raramente. Approccio al green difficile, tra ginestre e bunker.

Buca 13, Burmah: par 4, 473 yds – La prima delle sei buche conclusive con colpi di esecuzione tutti direzione nord. Prende il nome dal fondatore del club. Green rialzato, difeso da vari bunker. Non c’è un attimo di respiro.

Buca 14, Alton: par 3, 178 yds – Bunker a sinistra ed a destra proteggono l’ingresso al green. Prende il nome da una vicina località.

Buca 15 Crosbie: par 4, 499 yds – Qui si comincia con un primo colpo alla cieca, dove si raccomanda di centrare la parte sinistra. Sono presenti 3 piccoli bunker. Il nome deriva da una fortificazione nei pressi di Alton.

Buca 16, Well: par 5, 554 yds  – Con buone condizioni di vento si può provare un volo di oltre 280 yds. Per il colpo d’apertura è ideale mantenere la sinistra. Così chiamata in quanto tempo fa era presente un corso d’acqua dolce nei pressi della casa del direttore del percorso.

Buca 17, Rabbit: par 3, 220 yds – Il verde cade bruscamente su entrambi i lati portando a profondi bunker. Siamo alle ultime difficoltà.

Buca 18, Craigend: par 4, 458 yds – Prende il nome da una vecchia fattoria ora demolita. Buca molto esigente con ostacoli da entrambi i lati. Il par è veramente un ottimo punteggio.

Foto: Official Twitter European Tour

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