Canoa velocità, Olimpiadi Rio 2016: finale obiettivo plausibile per Manfredi Rizza e Carlo Tacchini

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Nonostante gli innesti dell’ultim’ora dovuti al ciclone doping, Carlo Tacchini e Manfredi Rizza restano le migliori carte da giocare in quel di Rio. Qualificatisi a Duisburg rispettivamente nel C1 1000 metri e nel K1 200 metri, i due canottieri hanno entrambi buone possibilità di centrare la finale a cinque cerchi.

L’ASSO DELLA CANADESE Come dichiarato in una recente intervista, l’obiettivo di Carlo Tacchini sarà quello di entrare tra i migliori otto. Prossimo a diventare il secondo più giovane rappresentante della specialità dopo Tiziano Annoni, azzurro a Montreal 1976 ad appena 20 anni, nonché primo azzurro nel XXI secolo a centrare la qualificazione a cinque cerchi, il poliziotto di Verbania punta ora a eguagliare lo storico C2 di Aldo Dezi e Francesco La Macchia. Il C2 1000 tricolore, argento alle spalle dell’equipaggio sovietico a Roma 1960, è infatti l’unico equipaggio ad aver portato l’Italia in una finale olimpica. Per le medaglie se ne riparlerà a Tokyo 2020, ma un piazzamento di peso, viste anche le recenti squalifiche, è senza dubbio alla portata del canottiere cresciuto nella Polisportiva Verbano di Suna.

L’INGEGNERE VELOCISTA L’ultimo atto è nelle corde naturalmente anche di Manfredi Rizza. La qualificazione olimpica, lo storico successo in Coppa del mondo sempre a Duisburg, la conferma di Racice in cui si è piazzato quarto in una finale di altissimo livello sono risultati che hanno fatto entrare il pavese in una nuova dimensione. Conscio di poter ambire a qualcosa di importante, l’atleta della Canottieri Ticino potrebbe mettere nel mirino i piazzamenti di Jacopo Majocchi e Andrea Facchin, gli unici azzurri capaci di centrare la top ten nel kayak monoposto negli anni 2000 (Josefa Idem esclusa). Majocchi si classificò ottavo nel K1 1000 di Sydney 2000 mentre Facchin chiuse nono nel K1 500 di Atene 2004.

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francesco.drago@oasport.it

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