F1: la Ferrari 2015 migliore di quella 2016. Ecco i motivi di questa regressione

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Siamo a poco più di una settimana dal round di Montreal, il settimo del calendario iridato 2016 della F1, ed è tempo di un mini-bilancio dopo quanto avvenuto in pista al momento, soprattutto guardando in casa Ferrari. Ebbene facendo un confronto tra tra i punti ottenuti dopo il GP di Monaco dell’anno scorso e quelli di quest’anno nello stesso momento della stagione, c’è un dato chiaro: la Scuderia di Maranello ha ottenuto meno, totalizzando un numero di ritiri superiore ed ora dovendosi guardare da una RB in crescita esponenziale.

SITUAZIONE 2015 DOPO GP MONACO

1 LEWIS HAMILTON GBR MERCEDES Mercedes car 126
2 NICO ROSBERG GER MERCEDES Mercedes car 116
3 SEBASTIAN VETTEL GER FERRARI Ferrari car 98
4 KIMI RÄIKKÖNEN FIN FERRARI Ferrari car
1 MERCEDES 242
2 FERRARI 158

 

SITUAZIONE 2016 DOPO GP MONACO

1 NICOROSBERG GER MERCEDES Mercedes car 106
2 LEWISHAMILTON GBR MERCEDES Mercedes car 82
3 DANIELRICCIARDO AUS RED BULL RACING Red Bull Racing car 66
4 KIMIRÄIKKÖNEN FIN FERRARI Ferrari car 61
5 SEBASTIANVETTEL GER FERRARI Ferrari car 60
1 MERCEDES 188
2 FERRARI 121

Un dato paradossale se pensiamo ai proclami di inizio 2016, con una vettura che avrebbe dovuto lottare dal primo GP con la Mercedes e che ora, invece, non deve guardare a debita distanza le frecce d’argento ma anche voltarsi per il rientro della RB. Pertanto, i motivi quali sono?

PROGETTO TROPPO INNOVATIVO

Non semplice esplicarli con tanta certezza, di sicuro il dato è che mentre la vettura dell’anno scorso, soprattutto quando le temperature erano particolarmente calde, aveva una resa estremamente consistente, per la SF16-H, nonostante le tante migliorie apportate più che guadagnare si è andati a mettere in discussione quei pochi punti fermi che il 2015 aveva fissato. Probabilmente, l’essersi imbarcati in un progetto così innovativo (ben 5 aree della monoposto mutate) ha avuto degli effetti collaterali inaspettati. La SF16-H è una macchina dal potenziale ancora tutto da scoprire ed estremamente veloce in gara, in alcune condizioni, ma troppo sensibile ai piccoli mutamenti apportati dai tecnici in configurazione da qualifica. In una F1 che non dà troppo spazio alle prove in pista, riuscire a conoscere i segreti di un mezzo completamente nuovo non è semplice, soprattutto poi con la pressione di dover fare risultato e non poter aspettare.

MAI UN WEEKEND PULITO E SEMPRE QUALCHE PROBLEMA TECNICO

Un modello avveniristico ma fragile è alla base, dunque, di quello che abbiamo visto nei primi 6 appuntamenti del Mondiale. I problemi tecnici occorsi a Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, quasi in ogni weekend, ed il non riuscire ad esprimere il potenziale della vettura nell’ora del sabato, ormai decisiva, sono le criticità che a Maranello dovranno risolvere al più presto se davvero non si vorrà terminare quest’annata alle spalle di altri Team oltre la Mercedes. La “rinascita” della Red Bull potrebbe mettere in pericolo la posizione di seconda forza del campionato della Rossa.

LA POLITICA DEGLI ANNUNCI NON COSTRUTTIVA

In un contesto già estremamente teso, i continui rilanci da parte della massima autorità in Ferrari, vale a dire Sergio Marchionne, sembrano ottenere dei risultati non soddisfacenti. Le migliorie richieste dal manager italo-canadese, forse, stanno generando eccessiva smania e confusione in squadra. Che l’ossessione di recuperare in fretta, per obiettivi troppo ambiziosi, sta portando ad un pericoloso effetto “boomerang”? Vedremo la pista cosa ci dirà ma senz’altro la politica degli annunci non favorisce la serenità di un gruppo di lavoro.

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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