Tennis, Masters 1000 Madrid 2016: Djokovic inarrestabile, seconda finale in carriera in Spagna

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Prosegue incessante la cavalcata vincente di Novak Djokovic nel Masters 1000 di Madrid. Il rosso spagnolo è stato teatro di un’altra puntata della soap opera “Nole invincibile” che ha visto il serbo avere la meglio sul numero 6 del mondo Kei Nishikori per 6-3 7-6 in 2 ore e 1 minuti di gioco, conquistando l’ultimo atto dove lo attende il n.2 ATP Andy Murray.

Un Djokovic estremamente solido in tutti i fondamentali che ha disposto di Nishikori in lungo ed in largo, con l’eccezione del finale di secondo set. Un successo che consegna la seconda finale in carriera a Madrid per il n.1 del ranking, dopo quella del 2011, e rappresenta il settimo sigillo consecutivo contro il giapponese, dopo la semifinale persa negli Us Open 2014. 

Nel primo set, Nole soffre solo nel game d’apertura quando è costretto a salvare tre palle break. Per il resto, il serbo concede davvero le briciole a Kei, dando sempre l’impressione di essere in assoluto controllo della sfida. Una padronanza nello scambio che si concretizza nel momento caldo del parziale, vale a dire nell’ottavo gioco, quando Djokovic alza decisamente il suo livello, andando avanti 5-3 ed aggiudicandosi la frazione 6-3.

Nel secondo set, Nishikori è obbligato a fare autentici miracoli per rimanere in partita: due palle break annullate nel primo game del parziale ed i “chilometri” percorsi lungo la riga di fondo testimoniano tutte le difficoltà del nipponico. Il break è nell’aria e diventa realtà nel quinto game quando, anche per qualche errore di troppo di Kei, Nole mette nuovamente la freccia. Sembra che l’incontro sia in ghiaccio, guardando le percentuali di efficienza al servizio di Djokovic (attorno al 80%). Nel decimo game, invece, non bastano 4 match point a Nole per concludere la pratica ed è bravo Nishikori ad “aggrapparsi” al match, protraendo il tutto al tie-break. In questo caso, però, la maggiore lucidità di Novak è una discriminante decisiva che consegna le chiavi del confronto al n.1 delle classifiche mondiali.

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Immagine: pagina FB Australian Open 2016

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