Giro d’Italia 2016: quali distacchi tra gli uomini di classifica nella cronometro del Chianti?

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Da Radda a Greve, tutta nelle colline del Chianti. La nona tappa del Giro d’Italia 2016, una cronometro individuale mossa di 40 chilometri e 500 metri (clicca qui per la presentazione), potrebbe dare un nuovo volto alla classifica generale, attualmente comandata da Gianluca Brambilla. Proviamo ad analizzare quali potrebbero essere i distacchi tra i big (clicca qui per la classifica aggiornata dopo la frazione con arrivo ad Arezzo) in una prova destinata a segnare in maniera indelebile il Giro d’Italia.

DUMOULIN Tom: è il favorito per la vittoria e di conseguenza per chiudere davanti tra i big, anche se dopo la mezza debacle di ieri potrebbe poi scegliere di uscire definitivamente di classifica dopo il giorno di riposo. È tra i migliori cronoman al mondo e può guadagnare abbastanza per riprendersi subito la maglia rosa.

URAN Rigoberto: nella cronometro tra Barbaresco e Barolo del 2014 aveva regalato spettacolo. Può uscire bene in una prova di questo tipo ma da allora ha faticato ad esprimersi sugli stessi livelli. Proviamo a ipotizzare un distacco tra 30” e un minuto da Dumoulin.

NIBALI Vincenzo: quando è in forma l’azzurro dell’Astana non teme nessuno. La gamba sembra girare sempre meglio e con un Dumoulin non al top potrebbe limitare i danni e rimanere sotto il minuto di distacco. Sarebbe un ottimo risultato sia nei confronti dell’olandese della Giant-Alpecin che degli altri uomini di classifica.

VALVERDE Alejandro: sulla carta dovrebbe avere qualcosa in meno di Vincenzo Nibali, che negli ultimi scontri diretti l’ha sempre battuto. Certo, sembra essere il più in palla del Giro e potrebbe limitare i danni dall’azzurro in una lotta per la rosa che li vede faccia a faccia tutti i giorni. Possibile distacco tra il minuto e il minuto e mezzo da Dumoulin, ma dipenderà molto anche dalla prova dell’olandese ovviamente. In ogni caso il suo riferimento sarà Nibali.

AMADOR Andrey: anche lui, compagno di Valverde alla Movistar, può fare bene. È un pedalatore eccezionale e una crono sulla falsariga di quella del suo capitano, plausibile, gli consentirebbe di rimanere nelle zone calde della classifica.

ZAKARIN Ilnur: difficilissimo capire cosa aspettarsi dall’alto e magro russo della Katusha. In carriera ha alternato prove ottime ad altre meno producenti ma negli ultimi due anni è sempre andato in crescita e i suoi veri limiti non si conoscono. La gamba sembra buona, potrebbe pagare tra 1’15” e 1’45”.

KRUIJSWIJK Steven: distacco simile a quello di Zakarin. Sa fare delle ottime crono e probabilmente non si è mai trovato nello stato di forma che sta attraversando ora. Sembra che gli venga tutto facile e se dovesse seguire il trend dello scorso anno potrebbe ancora crescere. La prova di oggi ci dirà molto sulle sue reali potenzialità in questo Giro.

POZZOVIVO Domenico: ieri non è sembra al top, faticando a rispondere alle accelerazioni di Valverde. Negli ultimi anni è migliorato molto nelle prove contro il tempo e potrebbe stare sui livelli ipotizzati per Kruijswijk e Zakarin.

BRAMBILLA Gianluca: situazione nuovissima per lui e anche per questo sarà difficile valutarlo. Lo scorso anno nella crono di Valdobbiadene è letteralmente volato e se riuscisse a ripetersi potrebbe stare a ridosso di Nibali. Difficile difendere la maglia rosa nonostante i 65” di margine su Dumoulin. Potrebbe pagare anche un paio di minuti.

CHAVES Esteban: fino ad ora un Giro d’Italia perfetto. Lo scorso anno nella cronometro della Vuelta aveva perso 2’43” da Dumoulin. La prova di oggi, però, è molto più difficile dal punto di vista altimetrico e potrebbe aiutarlo a limitare i danni. Inoltre sta crescendo e in queste prime otto tappe gli è venuto tutto con estrema semplicità. Potrebbe stare attorno ai 2′ in attesa di potersi scatenare in salita da settimana prossima.

MAJKA Rafal: è tra coloro che possono perdere più tempo. A cronometro fatica e non poco, potenzialmente rischia di lasciare sul piatto poco meno di 3′. Un handicap importante con cui avvicinarsi alle Alpi. Al Romandia aveva perso 45” da Dumoulin in 15 chilometri, il trend sembra proprio quello espresso in precedenza.

LANDA Mikel: non è mai stato un drago con le appendici sul manubrio, anzi. Dovesse chiudere con 2′ da Dumoulin potrebbe stappare una bella bottiglia di Chianti a cena ma date anche le prestazioni degli ultimi giorni (in cui ha dato l’impressione di non avere la gamba per stare con gli altri big) potrebbe naufragare a 3′ di distacco.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Pedro Semitiel from Cehegín, España [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

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