Giro d’Italia 2016: Chaves e Kruijswijk volano! Tappa colombiana, rosa all’olandese. Nibali perde 37”

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La tappa forse più attesa. Un tappone di 210 chilometri da Alpago a Corvara con sei salite da affrontare e il Giau come penultima ascesa a caratterizzare la giornata destinata a scrivere la storia del Giro d’Italia. Non sono mancate le sorprese, con la cotta capitata Valverde e le difficoltà di Vincenzo Nibali sul Passo Valparola. Sorridono Esteban Chaves, vincitore di tappa e serio candidato al successo finale, e Steven Kruijswijk, nuova maglia rosa. Finale amaro, invece, per un Darwin Atapuma ripreso a soli 2 chilometri dalla conclusione dopo aver percorso in solitaria gli ultimi 30 chilometri di corsa.

Prima ora di corsa, complice anche il percorso, ad altissima andatura (48 chilometri orari di media). Tanti ovviamente gli attacchi in gruppo considerato il tanto attendismo che ha contraddistinto la tappa di ieri con i favoriti della vigilia che sono parsi poco interessati alle vittorie parziali. Sono stati 37 ad avvantaggiarsi: Axel Domont, Hugo Houle (Ag2r La Mondiale), Andrey Zeits (Astana), Nicola Boem, Francesco Manuel Bongiorno, Sonny Colbrelli (Bardiani – CSF), Darwin Atapuma (BMC Racing), Moreno Moser, Nathan Brown (Cannondale), Kanstantsin Siutsou (Dimension Data), David De La Cruz, Matteo Trentin (Etixx-QuickStep), Sergey Firsanov (Gazprom-Rusvelo), Stefan Denifl (IAM Cycling), Diego Ulissi, Valerio Conti, Sacha Modolo, Manuele Mori (Lampre-Merida), Tim Wellens, Pim Ligthart, Maxime Monfort (Lotto Soudal), Carlos Betancur, José Herrada (Movistar), Damiano Cunego, Giacomo Berlato (NIPPO-Vini Fantini), Ruben Plaza (Orica GreenEDGE), Georg Preidler (Giant-Alpecin), Egor Silin, Rein Taaramae (Katusha), Twan Castelijns, Primoz Roglic (Lotto NL-Jumbo), Nicolas Roche (Sky), Laurent Didier (Trek-Segafredo), Matteo Busato, Daniel Martinez (Wilier-Southeast) e Pavel Kochetkov (Katusha).

Con il passare delle prime salite questo gruppo si è via via scremato, fino a quando Ruben Plaza ha portato il primo attacco deciso che gli ha consentito di prendere margine sul Passo Gardena. Alle sue spalle sono rimasti De La Cruz, Lopez, Atapuma, Moser, Siutsou, Zeits, Busato, Cunego, Kochetkov, Roche, Preidler, Monfort e Denifl, che però hanno progressivamente perso rispetto alla testa della corsa arrivando fino a 2′ di ritardo.

Il gruppo principale è stato condotto per tutta la giornata dalla Movistar della maglia rosa Andrey Amador e di Valverde: ritmo blando e distacco che si è sempre mantenuto tra gli 8 e 9′ fino ai piedi del Giau, snodo sulla carta cruciale della tappa e dell’intero Giro. Tra i big, invece, è successo poco o niente. L’Astana ha sì alzato il ritmo promuovendo una massiccia scrematura da dietro, ma nessuno dei pretendenti alle prime posizioni è andato seriamente in difficoltà a parte un Amador che già ieri aveva lanciato pessimi segnali.

Tra i fuggitivi Siutsou e Atapuma hanno imposto un ottimo passo con cui sono rientrati su un Plaza incapace di gestirsi e di mantenere lo stesso ritmo su tutta la salita, spegnendosi alla distanza. Bravissimo l’austriaco Preidler, che è rimasto a tiro ed p rientrato sulla testa della corsa in discesa. Nello stesso frangente gran numero anche di Amador, che ha chiuso un buco di quasi un minuto nei confronti del gruppo di Nibali e Valverde.

I conti sono letteralmente saltati sulla salita di Valparola, dove le ascese precedenti hanno messo in croce le gambe dei favoriti della classifica. Nibali è stato il primo ad attaccare e il suo affondo ha avuto l’immediato effetto di far naufragare Valverde, in nettissima difficoltà. Sulla ruota del siciliano si è portato un brillantissimo Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo), Esteban Chaves (Orica-GreenEDGE), Rafal Majka (Tinkoff), Rigoberto Uran (Cannondale) e Ilnur Zakarin (Katusha). Poco dopo è stato Kruijswijk ad attaccare e a rimanere da solo al comando: Nibali e Chaves hanno provato a reagire ma è stato il colombiano a riportarsi sulla ruota dell’olandese, mentre Nibali ha accusato fatica e non ha tenuto il ritmo stabilizzandosi ad una trentina di secondi di distacco.

Chaves e Kruijswijk sono andati a riprendere i fuggitivi, con il solo Atapuma, in solitaria dalla salita di Valparola, rimasto davanti in cerca di una bellissima vittoria di tappa. Anche sul Mür del Giat Atapuma ha trovato le forze per rilanciare e resistere alla rimonta di Chaves e Kruijswijk scortati da Preidler mentre Nibali, altri 20” dietro, aveva ripreso Siutsou. L’azione del corridore della BMC, però, si è interrotta a due chilometri dal traguardo sotto l’impulso di Chaves e Kruijswijk.

La volata finale a 4 è stata lanciata lunghissima da Preidler: Chaves, superato Atapuma, si è incollato alla sua ruota per superarlo negli ultimi 50 metri e andare a cogliere la vittoria più bella della carriera nel tappone dolomitico della 99esima edizione del Giro d’Italia. Nibali è arrivato quinto a 35” di ritardo, con Kruijswijk secondo nuova maglia rosa. A seguire gli altri, con Majka e Zakarin a oltre 2′ dal vincitore mentre il gruppo di Amador e Valverde ha concluso ancora più lontano quasi abbandonando la lotta per la maglia rosa e il podio.

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Foto:
By LightweightrowerEget arbejde, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42781143

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