Rapporto WADA 2014: Russia e Italia con oltre cento casi doping. Tutte le statistiche

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L’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) ha pubblicato nella giornata di mercoledì 27 aprile il proprio rapporto sulle violazioni del regolamento antidoping registrate nell’anno 2014 per gli sport olimpici e non olimpici. Nel complesso, nel corso del 2014 sono stati raccolti 217.762 campioni di sangue e urina, mentre le violazioni del ragolamento antidoping registrate sono un tutto 1.693. I Paesi coinvolti sono ben 109, per un totale di 83 discipline sportive diverse che hanno fatto registrare almeno un caso. Si tratta comunque di numeri in calo rispetto al 2013, quando erano stati riscontrate 1.953 irregolarità, coinvolgendo 115 Paesi ed 89 sport diversi.

Vediamo le principali statistiche che si possono leggere nel rapporto dell’agenzia fondata da Dick Pound.

I PAESI CON PIÙ CASI

Come da pronostico, è la Russia il Paese più coinvolto, con ben 148 casi, ma l’Italia segue subito a ruota con 123. Il “podio” è completato dai 96 casi dell’India, un numero molto elevato se si considerano i risultati generalmente poco rilevanti di questo Paese nella maggioranza delle discipline sportive. Questi i Paesi con venti o più casi riscontrati:

Russia 148
Italia 123
India 96
Belgio 91
Francia 91
Turchia 73
Australia 49
Cina 49
Brasile 46
Corea del Sud 43
Polonia 43
Iran 40
Kazakistan 36
Gran Bretagna 35
Stati Uniti 34
Colombia 32
Spagna 31
Sudafrica 31
Svezia 29
Germania 20
Norvegia 20

LE AGENZIE NAZIONALI

La RUSADA (Russia) ha effettuato 12.556 controlli, riscontrando 114 casi di irregolarità, verificando la colpevolezza dell’atleta 110 volte. Il numero più alto di controlli è stato effettuato invece dalla CHINADA (13.180) per sole 48 irregolarità, di cui 47 confermate con una sanzione. Il CONI ha invece effettuato 6.506 controlli, riscontrando 28 irregolarità ed infliggendo 24 sanzioni, un numero basso rispetto ai 123 casi totali che hanno visto l’Italia coinvolta. Discorso opposto per l’AFLD (Francia), che ha riscontrato 99 irregolarità su 7.434 controlli, ed inflitto 66 sanzioni. La USADA (Stati Uniti) ha effettuato 7.167 controlli, riscontrando 51 casi ed infliggendo 15 sanzioni (più un caso in attesa di giudizio). La UKAD (Gran Bretagna) ha effettuato 5.160 controlli, riscontrando 35 irregolarità ed infliggendo 25 sanzioni. Infine, la NADA (Germania) ha effettuato 9.073 controlli, riscontrando solamente 15 casi di irregolarità e punendo appena nove atleti.

GLI SPORT CON PIÙ CASI

Anche in questo caso, il primo posto dell’atletica, con 248 casi, era facilmente pronosticabile. La regina degli sport precede il bodybuilding (225) ed il ciclismo (168), mentre tra gli sport olimpici vanno segnalati anche i 143 casi del sollevamento pesi. Più puliti, in generale, gli sport invernali, dove la maglia nera va ai 21 casi dell’hockey ghiaccio. Questa la top ten degli sport con più casi registrati:

Atletica 248
Bodybuilding 225
Ciclismo 168
Sollevamento pesi 143
Powerlifting 116
Calcio 80
Lotta 56
Boxe 49
Rugby 40
Sport acquatici 32

GLI SPORT VIRTUOSI

Tra le discipline olimpiche estive, hanno fatto registrare un solo caso scherma, tennistavolo e vela (anche la ginnastica ne ha solo uno, ma ve ne sono altri tre ancora da giudicare). Tra gli sport invernali, curling, slittino, freestyle, snowboard e combinata nordica sono rimasti immacolati, con zero casi registrati.

I DETTAGLI SUI CASI ITALIANI

Questi, nel dettaglio, i casi riscontrati nello sport italiano, che come al solito vede il ciclismo al comando degli sport con più casi di violazione del regolamento antidoping:

Ciclismo 56
Atletica 15
Tiro 8
Sport acquatici 5
Bodybuilding 4
Calcio 3
Golf 3
Tiro con l’arco 3
Baseball 2
Bob 2
Canottaggio 2
Pattinaggio a rotelle 2
Rugby 2
Sci 2
Sollevamento pesi 2
Triathlon 2
Lotta 1
Pallavolo 1
Taekwondo 1
Tennis 1
Softball 1
Football Americano 1
Arm Wrestling 1
Ice Sledge Hockey 1
Powerlifting 1
Tiro alla fune 1

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giulio.chinappi@oasport.it

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