Nuoto: Gabriele Detti, il toscano silenzioso che prepara una grande stagione

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Gabriele Detti e Stefano Morini (foto Enrico Spada)

Gabriele Detti e Stefano Morini (foto Enrico Spada)

Guardi Stefano Morini, a bordo vasca, e vedi Livorno: spiritoso, bonaccione, irriverente e sempre con la battuta pronta. Non che Gabriele Detti, suo concittadino, nipote e soprattutto allievo, porti il broncio in piscina, anzi. Le interviste con lui sono spesso piene di “questa parolaccia poi toglila“, “non te lo posso dire in livornese” e molte bischerate simili, ma il mezzofondista azzurro, che si sprona a vicenda con un fuoriclasse ormai affermato come Gregorio Paltrinieri, fuori dall’acqua fa parlare poco di sé. Non si rumoreggia sulla sua love story con Stefania Pirozzi, una delle tante all’interno dell’Italnuoto, e scarseggiano i “titoli” del gergo giornalistico. Perché Detti in vasca lavora e fa poco altro. E quando arriva il momento della gara è solito, dall’autunno a oggi, scatenarsi.

Il toscano ha una missione: dimenticare il 2015. La scorsa primavera, dopo il Trofeo Città di Milano, una maledetta infezione alle vie urinarie lo debilitò privandolo della possibilità di andare a caccia di un pass mondiale agli Assoluti di Riccione. Ma non solo: il problema si rivelò poi più grave del previsto e il meeting meneghino, che poche settimane fa l’ha ospitato come star della conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2016, rimase la sua unica gara in vasca lunga della stagione fino agli Assoluti estivi di Roma. Cinque mesi, lunghissimi, di stop.

E da Milano Gabriele Detti è ripartito. Via Mecenate, venerdì 18 e sabato 19 marzo, ma anche via Piranesi, giovedì 18. Perché un campione, o aspirante tale, si riconosce anche dal carisma. Davanti ai microfoni non avrebbe voluto parlare del 2015, ma è stato costretto e l’ha fatto onestamente, senza accampare scuse o saltare pezzi. Vorrebbe cancellarselo dalla testa, ma sa bene che non è possibile. E allora adotta una ricetta che il Moro approva eccome: nuotare, nuotare e ancora nuotare. 16-18 chilometri al giorno nei ritiri in Messico (altura) e Florida (mare), dai 400 stile libero ai 1500 per sognare le Olimpiadi. Peccato che gli 800 – quella che sarebbe sulla carta la sua gara ideale, di cui è stato anche primatista europeo – non facciano parte del programma a Cinque Cerchi.

Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti (foto Fin/DeepBlueMedia)

Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti (foto Fin/DeepBlueMedia)

Parola d’ordine? Miglioramento. Una costante progressione cronometrica dalle prime uscite autunnali in corta fino ai brillanti rilevamenti di Milano. In questa prima parte di road to Rio 2016 Detti si è messo al collo due medaglie agli Europei di Netanya e i personal best nelle due specialità in lunga. 3’46”46 agli Assoluti invernali di Riccione nei 400 e – soprattutto – 14’48”86 nei 1500 nel capoluogo lombardo. Dietro a un Gregorio Paltrinieri che ha messo nel mirino il record del mondo di Sun Yang tra meno di un mese, c’è il suo migliore amico silenzioso, diviso a metà tra le otto e le trenta vasche ma con un unico pensiero in testa: dimostrare tutto il proprio valore.

 

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Fabio Castellanza

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