Speed Skating: l’Italia può farci sognare in proiezione Pyeongchang 2018

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La stagione 2015-2016 dello speed skating è andata in archivio con il ciclone doping dello sport russo che ha investito anche il mondo dei pattini sul ghiaccio con la positività del fenomeno Pavel Kulizhnikov,  pluricampione mondiale della velocità. Tuttavia, concentrandoci sulle prestazioni in casa Italia, le note liete per l’annata appena concluse sono tante e ci proponiamo di analizzarle per punti.

PUNTO 1: ANDREA GIOVANNINI

Partiamo dal 22enne di Baselga di Pinè che quest’anno ha compiuto un deciso passo in avanti: quinta posizione negli Europei Allround di Minsk (Bielorussia), distinguendosi nelle specialità del mezzofondo, sesta piazza nella rassegna iridata (Allround) di Berlino nonchè il record italiano sui 10000m in 13’07″20, stabilito a Salt Lake City ed abbassando il limite storico che apparteneva ad Enrico Fabris (13’10″60 siglato a Nagano nel 2006). Un miglioramento di 55 secondi rispetto al suo primato personale precedente è l’emblema dell’anno agonistico di Andrea che, essendo un classe ’93, ha ancora tanti margini soprattutto nelle distanze lunghe. L’allenamento del ct Maurizio Marchetto, tornato dal 2015 ad essere il direttore tecnico della Nazionale, è consistito proprio nel potenziamento delle qualità atletiche di Giovannini, volte ad esaltarne la grande eccleticità in diverse gare che spaziano dai 1500 metri ai 10 chilometri. Di sicuro, la concorrenza è spietata, guardando ai colossi olandesi, americani e russi, però la giovane squadra tricolore ha mostrato tante potenzialità che, in parte, già si sono viste nella tappe di Coppa del Mondo e nelle altre competizioni internazionali.

PUNTO 2:  FABIO FRANCOLINI

Parlando proprio di grandi qualità espresse sul ghiaccio, Fabio Francolini è la punta di diamante del nostro movimento. 4 podi stagionali in World Cup (2 secondi posti e 2 terzi posti) descrivono esaustivamente come e quanto Francolini sia ormai una realtà dello speed skating mondiale. La mass start è una gara molto complicata, per l’interpretazione e la distribuzione dello sforzo. Ebbene il nostro Fabio in quest’ultimo anno, anche grazie alla medaglia d’argento dei Mondiali 2015 di Heerenveen, ha acquisito grande consapevolezza nei propri mezzi traducendo in risultati la sua maturazione. Il percorso che dovrà portarlo alle Olimpiadi di Pyeongchang 2018 (Corea del Sud) è decisamente ambizioso ed è sinonimo di medaglia. La speranza è che sotto la sapiente regia di Marchetto, egli sappia dare sempre più continuità ai suoi riscontri.

PUNTO 3: TEAM PURSUIT

Quel centesimo dal terzo gradino del podio del mondiale su singole distanze di Kolomna (Russia) è ancora presente nel cuori dei nostri atleti, componenti il terzetto del team pursuit iridato. Il citato Andrea Giovannini, Nicola Tumolero e Michele Malfatti sono stati, comunque, autori di una prova eccellente che si è riverberata nel corso di tutta la World Cup con il podio ottenuto a Calgary, i due quinti posti di Inzell ed Heerenveen ed il quarto sempre nella città olandese per l’ultimo atto stagionale. Come detto precedentemente per Giovannini, la media anagrafica della squadra azzurra è molto giovane: Andrea classe ’93 mentre Tumolero e Malfatti classe ’94. In particolare, gli ultimi due sono in grande evoluzione: il 22enne di Roana si è messo particolarmente in luce a Stavanger (Norvegia) arrivando secondo nella gara dei 5000m della divisione B mentre Malfatti ad Inzell, sempre nei 5 chilometri, è riuscito a centrare la top10 del secondo raggruppamento. Pertanto, un tris d’atleti interessante che può dare un apporto alla gara ad inseguimento a squadre sempre più competitivo. Il futuro è nelle loro mani.

 

PUNTO 4: FRANCESCA LOLLOBRIGIDA E DAVID BOSA

Il quarto posto dei Mondiali nella mass start è uno dei momenti più alti dell’annata della Lollobrigida. Un anno ricco di cambiamenti per la skater romana: trasferimento in Olanda ed allenamenti specifici per implementare le proprie attitudini alla gara di gruppo nonchè ai 3 km. I risultati si sono visti nella rassegna iridata menzionata, negli Europei 2016 di Minsk, nei quali  Francesca ha chiuso tra le migliori 10, ed il nuovo primato italiano dei 5000m metri ottenuto a Salt Lake City in 7’09″13. Risultati che possono rilanciare per la stagione che verrà, sperando di vederla sempre più vicina alla concorrenza . A chiosa un altro aspetto rilevante e anche sorprendente sono i riscontri di David Bosa, nuovo primatista italiano dei 500m in 34″79 e capace di vincere il raggruppamento B della medesima distanza in Germania. Di sicuro, l’elite mondiale è ancora sensibilmente distante da David però quanto espresso può essere un’iniezione di fiducia in prospettiva.

 

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Twitter: @Giandomatrix

Immagine: pagina FB Fabio Francolini

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