MAGO FILL! L’incantesimo è spezzato! La Coppa del Mondo di discesa è finalmente azzurra!

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La Coppa del Mondo di discesa libera è azzurra! Dopo mezzo secolo cade finalmente un tabù. Ci avevano provato in tanti, compreso il grande Kristian Ghedina a fine anni ’90. Poi è arrivato lui: a 33 anni Peter Fill ha coronato una magnifica carriera con il trionfo più bello, agognato, atteso e sognato.

Una gara piena di colpi di scena a St. Moritz. Dominik Paris, malgrado l’infortunio muscolare al gluteo, ci ha provato. Al primo intermedio, quello dove contava la scorrevolezza, era nettamente davanti, salvo poi pagare dazio nel tratto tecnico e terminare fuori dalla zona punti, 19mo: in queste condizioni non poteva fare di più.

Fill scendeva con il pettorale n.22, per ultimo. L’altoatesino aveva visto che i grandi rivali non avevano brillato: il norvegese Kjetil Jansrud era quarto, molto più indietro il francese Theaux. A quel punto sarebbe bastato finire a punti per mettere le mani sull’ambita sfera di cristallo, in sostanza un quindicesimo posto. Quanti pensieri saranno passati al cancelletto di partenza nella mente di Peter? L’avvio era strabiliante, in vantaggio di 10 centesimi dopo 30 secondi di gara. L’azzurro, a quel punto, capiva che non era il caso di rischiare. Amministrare, nello sci alpino, è un’arte rischiosissima, ma di cui oggi Fill è stato maestro. Senza prendersi eccessivi rischi, lo sciatore del Bel Paese riusciva comunque a chiudere decimo a 1″36. Un piazzamento discreto, ma quantomai dolce perché consente di varcare le soglie della Leggenda.

Il successo finale è andato allo svizzero Beat Feuz, tornato al successo dopo oltre 4 anni. L’elvetico ha preceduto di 8 centesimi l’americano Steven Nyman e di 54 il canadese Erik Guay. Quarto Jansrud, 16° Theaux, 19° Paris. 15° Christof Innerhofer, terzo azzurro in gara oggi.

Fill ha trionfato nella classifica di specialità con 462 punti, precedendo il norvegese Aksel Lund Svindal (436) e Paris (432).

E’ stato molto difficile oggi, non era facile partire per ultimo, ma sono stato fortunato. Sono molto felice. Sembrava impossibile per me, ma ho conquistato quello che più avrei desiderato“, le prime parole di Fill rilasciate alla Fis.

L’Italia non vinceva una Coppa del Mondo di specialità dal 2008, quando ci riuscirono Manfred Moelgg in slalom e Denise Karbon in gigante.

Fill entra nella storia e lo fa con pieno merito, al termine di una stagione eccezionale, caratterizzata da una grande regolarità e con la ciliegina sulla torna dell’apoteosi sulla Streif di Kitzbuehel. 16 marzo 2016, una data che non dimenticheremo. Il giorno che consacrò Peter tra i miti dello sci.

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federico.militello@oasport.it

Foto: Pentaphoto

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