F1 o FormulaGomma? L’importanza sempre più spasmodica dello saper gestire gli pneumatici

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C’era una volta una mondo fatto di monoposto da corsa che sfioravano i guard rail a velocità inimmaginabili onorando il detto: “Voler vincere sempre. L’opinione secondo cui la cosa più importante è competere è un’assurdità”.  Un tempo nel quale correre in F1 era all’insegna del rischio, del pelo nello stomaco e del frenare un millesimo di secondo dopo il tuo avversario in pista per essere più veloce nelle qualifiche come in gara. Potremmo continuare fino a domani, tediandovi ma senza dubbio il succo del discorso è sintetizzato nel video che stiamo per mostravi, all’interno del quale, c’è la vera essenza della F1.

Ma ora che cos’è il Circus delle quattro ruote? Senz’altro una gigantesca industria di denaro attraverso cui veicolare introiti in favore dei brand automobilistici più importanti del mondo. Una visione puramente materialistica che ha trasformato la Formula 1 in una categoria nella quale i piloti, più che essere degli uomini dotati di coraggio e creatività, sono relegati al ruolo di ragionieri per i regolamenti vigenti e gli pneumatici sempre più improntati ad una gestione oculata degli stessi. Potremmo definirla Formula Gomme visto il fondamentale apporto dato dalle coperture alle vetture non più solo per una finalità prestazionale ma anche conservativa. Lo scempio delle prove in Australia con le Ferrari ferme a 5′ dal termine risparmiando un treno di mescole per la domenica di corsa è la dimostrazione del percorso infausto che la F1 sta percorrendo. Un contesto nel quale le qualità dei driver sono mutate e dove la strategia del ‘Risiko’ viene privilegiata.

Pneumatici che hanno deciso il primo appuntamento di Melbourne con la Mercedes di Nico Rosberg autentico caterpillar, in grado di coprire quasi 40 tornate con le medie senza alcun problema, badando più alla conservazione che alla prestazione. Dove sono finiti i tempi di Michael Schumacher quando le sezioni di gara erano caratterizzate da giri da qualifica veri e propri? Forse è sbagliato girare con il pieno di benzina? Probabilmente i piloti vorrebbero tornare a rivivere le emozioni di qualche anno fa? A quanto pare sì, leggendo la lettera aperta inviata alla Federazione Internazionale dell’Automobile dal sindacato piloti: “Il processo decisionale è obsoleto e mal strutturato, le recenti modifiche al regolamento mettono a repentaglio il futuro e serve una riforma della governance che rifletta i principi e i valori fondamentali della F1. Riteniamo che alcune recenti modifiche al regolamento siano dirompenti, che non affrontino i problemi più grandi del nostro sport e che in alcuni casi potrebbero mettere a repentaglio il successo futuro del nostro sport”. Una presa di posizione forte che, come detto, apre una serie di interrogativi a cui Bernie Ecclestone e Jean Todt dovranno fornire al più presto delle risposte. Mai era accaduto nella storia più che sessantennale del Circus che i drivers esprimessero tale malcontento. Che cosa accadrà dunque? Si dice che le vetture del 2017 saranno decisamente più veloci e si tornerà a vedere uno spettacolo più adatto alla tradizione. Tutti gli appassionati se lo augurano anche se le pieghe decisionali, vedi format “shootout” delle qualifiche, non fanno presagire niente di buono.

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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