Atletica, doping: Marta Domínguez perde il titolo mondiale 2009 delle siepi

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Il TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport) di Losanna ha condannato la mezzofondista spagnola Marta Domínguez ad una squalifica di tre anni ed alla perdita del titolo mondiale di Berlino 2009 nella gara dei 3000 metri siepi e di tutti i risultati successivi, a causa di un’anomalia nel passaporto biologico. La sentenza è arrivata dopo che la giustizia sportiva spagnola aveva scagionato l’atleta, decisione subito contestata sia dalla IAAF, la federazione internazionale di atletica, che dalla WADA (Agenzia Mondiale Antidoping). Di conseguenza viene anche cancellato il record nazionale spagnolo stabilito dall’atleta classe 1975 in quell’occasione (9’07″32). Va notato che la data di inizio della squalifica è stata fissata al 24 giugno 2015, e che dovranno essere sottratti dalla stessa i giorni della sospensione provvisoria che già le fu inflitta dalla IAAF (8 luglio 2013 – 19 marzo 2014).

In base a questa decisione, la medaglia d’oro dovrebbe andare ad un’altra atleta coinvolta in caso doping, la russa Yuliya Zaripova, che detiene anche il titolo olimpico: lo stesso TAS dovrà infatti pronunciarsi prossimamente sul mantenimento della sua medaglia d’oro di Londra 2012 e del titolo mondiale di Daegu 2011. Al secondo ed al terzo posto salirebbero rispettivamente la keniota Milcah Chemos Cheywa e l’altra russa Gulnara Samitova-Galkina.

L‘iberica perde inoltre la medaglia d’argento europea vinta nel 2010, quando chiuse la gara continentale, di fronte al pubblico amico di Barcellona, alle spalle della stessa Zaripova: a beneficiare della squalifica saranno la russa Lyubov Kharlamova, anche lei già sospesa per doping nel 2006, e la britannica Hatti Dean.

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giulio.chinappi@oasport.it

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