Sci alpino: Marta Bassino, un gioiello da tutelare

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Riavvolgendo la stagione 2014-2015 di Marta Bassino, vengono in mente vari flash caratterizzati sempre e comunque da un minimo comun denominatore: un incredibile talento che non capita quasi mai di vedere sfoggiato da una ragazza poco più che maggiorenne.

Al primo anno nel massimo circuito, infatti, la cuneese dell’Esercito ha centrato un sesto e un decimo posto nei giganti di primavera: prima ancora, però, si era guadagnata la qualificazione ai Mondiali con due piazzamenti intorno alla ventesima posizione che di per sé possono non voler dire nulla, ma tanto sul Rettenbach quanto ad Aspen questa giovane stella aveva inanellato alcune sequenze formidabili. Sufficienti, appunto, a beffare Irene Curtoni nella corsa iridata e a volare a Beaver Creek, dove ricordiamo un suo ottavo posto al termine della prima manche prima di un errore decisivo.

Già, gli errori. La sua sciata non è certamente canonica, o comunque non segue lo stile adottato dalla maggior parte delle atlete affermate: con quel pizzico di “incoscienza” tipico della gioventù, Marta ha sempre sciato al limite, riuscendo dunque ad esprimersi in un gesto spettacolare e rischioso al tempo stesso. Così ha collezionato fior di intermedi in linea con le primissime, nonostante il ben diverso pettorale di partenza, ma anche qualche errore grossolano che ha vanificato quanto di buono fatto sin lì.

Normale, perfettamente normale. A quell’età si ha il diritto, anzi il dovere di sbagliare. Soprattutto se, nell’errore, si intravedono potenzialità tecniche fuori dal comune, peraltro confermate da Marta sin dalle categorie giovanili (la ricordiamo campionessa del mondo junior in gigante nel 2014). Non c’è modo migliore che crocifiggere un giovane a causa di un errore per bloccare qualsiasi tipo di sviluppo.

Di fronte ad un gioiello tanto grande, potenzialmente capace di luccicare anche nelle discipline veloci (la ricordiamo in zona punti a Bansko), bisogna solamente avere pazienza. O meglio: pazienza, ambizione, umiltà, desiderio. Un ossimoro che, riassunto in due motti, potrebbe significare “non montarsi la testa se le cose vanno bene” e “non abbattersi se si colleziona qualche errore di troppo”. Non deve succedere a lei, non deve succedere agli appassionati e a chi spera di poter presto associare il suo nome a qualche successo straordinario.

Marta è giovane, giovanissima, e ha un talento che in Italia realisticamente non si è visto troppe volte. In quanto giovane, ha tempo: tempo per crescere, tempo per affinare ogni dettaglio, tempo per fare risultato. Tempo per sbagliare. Qualcosa ci dice che anche in questa stagione parleremo tanto di Marta Bassino. Ma al tempo stesso la tuteleremo, difendendola da un lato da brame eccessive, dall’altro da premature stroncature.

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foto: credit Fisi

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marco.regazzoni@oasport.it

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