Nuoto, Mondiali Kazan 2015: Castiglioni in finale! Sjoestroem e Hosszu record del mondo

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L’altalenante stagione di Arianna Castiglioni, ranista lombarda classe 1997 in forza al Team Insubrika, assume un senso nella giornata più attesa. Quattordicesima dopo le batterie e vittima sacrificale designata in vista della semifinale, il bronzo di Berlino 2014 firma una piccola grande impresa raggiungendo la prima finale mondiale della carriera con il settimo crono complessivo. L’1’06”95 dell’azzurra, che rimonta dopo l’ottava posizione ai 50, è anche il suo primato personale ed esclude dalle migliori otto un nome illustre, ovvero l’olimpionica statunitense Jessica Hardy. Domani gareggerà senza pressioni, forte del record nazionale in tessuto e con la consapevolezza che per raggiungere il livello di Yulia Efimova (1’05”60) e Ruta Meilutyte (1’05”64) la strada è ancora lunga. Ma intanto lei c’è, in crescita verso Rio 2016 e il quadriennio successivo, quello della maturità agonistica.

Si ferma a pochissimo dalla finale un altro giovanissimo azzurro, quel Simone Sabbioni che stamattina aveva convinto in 53”83 nei 100 dorso. Il romagnolo incappa in una semifinale velocissima, con ben sei qualificati per la finale di domani, e si migliora di più di due decimi. Il 53”60 conclusivo tuttavia è ancora distante dal 53”49 fatto segnare ad aprile agli Assoluti (che non sarebbe bastato lo stesso) e gli vale la decima posizione. E’ a ridosso dei migliori – al vertice c’è l’australiano Mitchell Larkin, 52”38, miglior crono stagionale – e può crescere ancora tanto in una specialità da marziani.

Marziani come Adam Peaty, autore di una rimonta da urlo ai danni di Cameron Van Der Burgh nella finale dei 100 rana. Sempre dietro (e con distacco) al sudafricano, il britannico primatista del mondo piazza la zampata decisiva in volata e sale sul gradino più alto del podio in 58”52. Marziani come Sarah Sjoestroem, che in solitaria ritocca il suo record dei 100 farfalla di dieci centesimi: dal 55”74 di ieri al 55”64 di oggi il passo è breve, c’è in più un oro mondiale e il monopolio confermato sulla specialità. Argento con applausi per Jeanette Ottesen, danese al rientro dopo un’aggressione stradale subita a fine giugno: 57”05. Bronzo per la cinese Lu Ying, 58”47, che mette in evidenza come la porta per il podio olimpico non sia chiusa del tutto. Marziani come Katinka Hosszu, oro e record del mondo per tre centesimi (2’06”12) nei 200 dorso. La magiara ci aveva provato già in semifinale e ci riesce oggi, salutando le rivali già nella vasca d’apertura e toccando davanti alla giapponese Kanako Watanabe (2’08”45) e alla britannica Siobhan Marie O’Connor (2’08”77).

Florent Manaudou vince il suo primo titolo iridato individuale e la sorella Laure – commentatrice per France 2 insieme all’ex tecnico Philippe Lucas – contiene la gioia, quasi a sottolineare la “normalità” di un trionfo già scritto. Il fratello d’arte è l’unico sotto i 23”: 22”93 per chiudere davanti al brasiliano Nicholas Santos (23”09) e all’eterno ungherese Laszlo Cseh (23”15) ex aequo con il polacco Konrad Czerniak. Nelle altre semifinali di giornata, duello in vista tra Emily Seebohm (Australia, 58”56) e Mie Oe Nielsen (Danimarca, 58”84) nei 100 dorso – con rischio inserimento di Missy Franklin, quinta in 59”42 – e applausi a scena aperta per lo statunitense Ryan Lochte, che dalla corsia 1 sorprende tutti nei 200 stile libero e timbra la miglior prestazione del 2015 in 1’45”36. Il campione a stelle e strisce celebra al meglio il suo 31esimo compleanno.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Facebook Arianna Castiglioni

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