Judo, Mondiali: Elio Verde ci racconta l’ultima medaglia azzurra

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Era il 26 agosto 2009, giornata inaugurale dei Campionati Mondiali di Rotterdam. Nella categoria 60 kg, la più bassa del programma maschile, l’Italia presentava un giovane di belle speranze, Elio Verde, reduce dall’argento europeo Under 23 e dal quinto posto ottenuto alla competizione continentale senior di Tbilisi. La sorte, però, assegnò all’azzurro un tabellone tutt’altro che facile.

Era il mio primo Mondiale dopo il quadriennio andato male per Pechino”, ricorda Verde, attualmente in preparazione con la nazionale a Tel Aviv. “Ero piccolo, avevo ventuno anni, ed al mio primo incontro trovo subito l’austriaco Ludwig Paischer, vicecampione olimpico di Pechino”. Non solo, aggiungiamo noi: Paischer si presentava dopo aver vinto il Grand Slam di Rio de Janeiro, mentre nel 2008, prima di ottenere l’argento olimpico, si era preso anche il titolo di campione d’Europa. “Iniziavo ad avere visibili miglioramenti sia in allenamento che nelle gare di preparazione”, continua Verde. “Ero tranquillo, senza pensieri, avevo solo voglia di emergere. Certo, avevo il primo incontro con il favorito, ma non avevo paura, anzi la cosa mi piaceva!”.

A sorpresa e contro ogni pronostico, l’azzurro riuscì a battere Paischer. Verde inscenò poi le vittorie contro il greco Lavrentis Alexanidis, il finlandese Valtteri Jokinen ed il ceco Pavel Petřikov, vendicandosi così della sconfitta subita nella finale dell’Europeo Under 23 a Zagabria. “Approdo in semifinale contro Hiraoki Hiraoka, il giapponese con cui poi ho fatto anche la semifinale olimpica, persa dopo dieci minuti alle bandierine per decisione arbitrale”, racconta il nostro protagonista, facendo riferimento alla semifinale che avrebbe combattuto tre anni dopo a Londra 2012. Il nipponico, infatti, sconfisse Verde sia a Rotterdam che a Londra.

Nonostante la battuta d’arresto contro Hiraoka, Verde ha l’opportunità di combattere per il bronzo. Il suo avversario è ancora un osso duro, l’esperto georgiano Nestor Khergiani, medagliato d’argento alle Olimpiadi di Atene 2004 e campione mondiale a Rio de Janeiro nel 2007: “Battuto per ippon! Piangevo, sceso dal tatami mi sono fermato con il mio allenatore Dario Romano e ci ripetevamo: ma che abbiamo combinato??? E si continuava a sognare!”. Sensazioni ancora ben scolpite nella mente di Elio: “La premiazione fu emozionante, ripensavo ancora al peso di quella medaglia mondiale!”.

Ora però è giusto mettere in archivio i ricordi per proiettarsi verso obiettivi più grandi, soprattutto dopo quel quinto posto alle Olimpiadi londinesi, con la sconfitta nel match per il bronzo con il brasiliano Felipe Kitadai: “Dopo la finale di Londra penso a quel momento, non più al Mondiale. La medaglia sta a casa, in qualche cassetto. Le medaglie non mi sono mai piaciute, mi basta salire sul podio! Ora la mia testa è proiettata verso le Olimpiadi, il mio sogno è quella medaglia”.

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Immagine: IJF

giulio.chinappi@oasport.it

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