Calcio, Europei 2015 under 21: amarezza Italia. Avanti con Di Biagio o ennesimo cambio?

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Da dove cominciare? Un’analisi a caldo su quanto avvenuto ieri sera agli Europei 2015 di calcio under 21 non è affatto semplice. Prima i dati, pochi ma decisivi: Italia seconda a parimerito nel girone B ma eliminata in virtù dello scontro diretto perso con la Svezia. Nell’ultima e decisiva partita sarebbe servita una vittoria con l’Inghilterra e Portogallo e scandinavi non avrebbero dovuto pareggiare: risultati 3-1 e 1-1, con vantaggio lusitano all’84’ e pari gialloblu all’88’. L’odore di biscotto è forte, ma sono molti anche i rimpianti azzurri. Intanto è terminata la rassegna continentale e non c’è neanche il pass per le Olimpiadi di Rio 2016: dopo Londra, mancheremo anche in Brasile. E ora, giunti alla fine di un ciclo, ecco i soliti sguardi al passato e le immancabili domande sul futuro.

Cosa ne sarà dell’under 21? Quel che è certo è che da agosto toccherà alla classe 1994 in giù, dunque dei titolari di Italia-Inghilterra solo Cataldi, Benassi e Berardi. Una base solida da cui ripartire. Ma chi sarà il ct? Luigi Di Biagio, accolto tra lo scetticismo generale dopo l’argento del 2013 firmato Devis Mangia, non aveva cominciato bene il proprio percorso. Ko 1-3 a Rieti contro il Belgio e rosa composta in gran parte da giocatori di Serie B, privi di esperienza internazionale. Tra una condizione atletica sempre dubbiosa e limiti tattici che – come contro la Svezia – sono forse costati l’Europeo, di una cosa va dato merito all’ex centrocampista di Roma e Inter: l’aver plasmato un Gruppo. Ma un Gruppo vero, con la G maiuscola.

Una squadra che è cresciuta gara dopo gara, capace di vincere in Belgio, di rimontare lo 0-2 con la Serbia a Pescara fino al definitivo 3-2, di soffrire (anche eccessivamente) nel play-off con la Slovacchia e di arrivare fino alla Repubblica Ceca con un terzino di lusso, un difensore centrale mai sostituito né ammonito nell’ultimo campionato, un mediano titolare nella semifinale di Champions League e un attaccante esterno che sarà sicuro protagonista dell’imminente calciomercato. Spesso con i giovani si dice: conta la crescita, non il risultato. Mai vero come stavolta: fa male uscire, ma questi ragazzi hanno tutte le qualità per togliersi molte soddisfazioni in futuro.

Adesso la parola spetta dunque alla Figc. Non conoscendo la volontà di Di Biagio, ipotizziamo due scenari classici: la decisione di mettersi in gioco come allenatore, e non più come commissario tecnico, o la consapevolezza di saper lavorare (bene) con i campioni del domani. E, dunque, continuare la missione under 21 verso Euro 2017. Chi lo sa. Il nodo sarà sciolto a breve, probabilmente tra poche settimane. Quello che resta, al momento, è l’amarezza per non aver sfruttato una rosa competitiva per accedere almeno alle semifinali. Le colpe, quel gioco che tanto piace all’Italia da bar e social, sono divise tra tutti gli interpreti. Di Biagio incluso, ma non unico responsabile. Sarebbe da ingrati affermare il contrario senza riconoscere i progressi di chi a settembre 2013 era in cadetteria e ora vale milioni di euro.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

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