Liegi-Bastogne-Liegi 2015: il sogno (fin troppo?) proibito di Vincenzo Nibali

Vincenzo-Nibali-Tre-Valli-2014-©-Gianluca-Santo.png

Un palmarès in cui figurano Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta di Spagna è già da antologia del ciclismo, una perla di rara bellezza. Ma per uno Squalo che, ad ogni corsa, fiuta l’odore del sangue non può essere abbastanza, soprattutto quando tra i trofei in bacheca manca un gioiello come una Monumento e il soggetto in questione si chiama Vincenzo Nibali.

Dopo una Milano-Sanremo pressoché anonima, il messinese si ritrova di fronte la Liegi-Bastogne-Liegi, la classica decisamente più adatta alle proprie caratteristiche e con cui ormai ha un conto aperto dal 2012, quando sfiorò l’impresa in solitaria. Le due prestazioni successive in terra belga non sono state esaltanti (anzi…), ma il re del Tour 2014 può presentarsi alla partenza della Doyenne numero 101 con ambizioni importanti, nonostante non sia nel novero dei grandi favoriti. Nibali, infatti, vi arriva a fari decisamente spenti, senza alcun risultato di rilievo tra Amstel Gold Race e Freccia Vallone e con qualche incognita sull’effettivo grado di condizione fisica raggiunto. Le Ardenne, finora, hanno regalato soltanto qualche spunto e nulla più: un attacco ad una ventina di chilometri dall’arrivo in Olanda e uno scatto senza troppe pretese sulla nuova Côte de Cherave alla Freccia, un tentativo in pratica morto sul nascere. Segnali incoraggianti in vista della gara più dura e più amata dallo Squalo, ma per tagliare il traguardo a braccia alzate ad Ans – e mettere la ciliegina sulla torta di una carriera straordinaria – servirà ben altro.

In primis, servirà un arrivo in solitaria, in virtù dell’evidente mismatch con i vari Valverde, Kwiatkowski, Rodriguez, Moreno, Gilbert eccetera in volata. Il terreno per fare la differenza, d’altronde, non manca, così come la spregiudicatezza al siciliano. Côte de Wanne, Côte de Stockeu e Côte de la Haute-Levée testeranno soltanto le gambe dello Squalo, così come la mitica Côte de la Redoute, ma già sulla Côte de la Roche aux Faucons il campione italiano non potrà restare a guardare. Nel 2012 l’attacco (quasi) decisivo arrivò proprio sulla Roccia dei Falchi che, per forza di cose, darà già un primo verdetto per quanto riguarda il corridore di un’Astana potenzialmente in grado di infiammare la corsa con i vari Fuglsang, Scarponi e Sanchez, pimpanti sul Mur de Huy. Il sogno proibito di NIbali passa anche da loro. E dalla salita degli italiani, la Côte de Saint-Nicolas, l’ultima chance di fare il vuoto per lo Squalo dello Stretto. Paradiso o Inferno, non ci sarà via di mezzo. Se allo scollinamento l’azzurro non sarà solo, il sogno svanirà ancora. Altrimenti, ad accoglierlo potrebbe esserci la gloria.

Twitter: @panstweet

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

daniele.pansardi@oasport.it

 

Tag

Lascia un commento

Top