Giro di Turchia 2015: il percorso tra montagne e pianure

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Partito in sordina, come una corsa riservata a corridori asiatici o comunque di seconda fascia, il Giro di Turchia si è costruito in questi tredici anni una reputazione crescente: non è e non sarà mai una corsa di primissimo livello, nonostante le classificazioni Uci, ma garantisce sempre percorsi emozionanti (oltretutto, in scenari paesaggistici ineguagliabili) e start list interessanti.

Un anno fa, l’allora ventiduenne Adam Yates consacrò il suo talento a cavallo tra i due continenti: lui e il fratello Simon sono due prospetti molto interessanti del ciclismo britannico in chiave globale. Quest’anno il percorso si presenta non troppo complicato e dunque, come vedremo in un articolo successivo, saranno molti i velocisti di rilievo al via. Si parte domenica 26 aprile ad Alanya, nel sud, con 145 km senza vere difficoltà altimetriche. Discorso del tutto simile il giorno dopo, quando si arriverà nella storica Antalya (182 km); martedì, invece, il menù cambia totalmente. I 165 km da Kemer ad Elmali presentano tre GPM, tra cui la conclusione posta al vertice di una salita di prima categoria, storico traguardo della competizione turca con una strada sinuosa sull’altopiano.

Con la quarta tappa spazio ai tentativi di fuga o, in alternativa, di nuovo agli sprint, grazie ai 132 km verso Marmaris che presentano un GPM solamente in avvio; frazione potenzialmente nervosa, seppur dal profilo altimetrico non esagerato, da Mugla a Pamukkale (160 km, giovedì 30 aprile). Prima del carosello finale ad Istanbul (ottava ed ultima tappa, domenica 3 maggio con 121 km), le due giornate precedenti dovrebbero definire la classifica già allungata dal traguardo di Elmali: l’arrivo di Selcuk-House of Virgin Mary è senza dubbio impegnativo, mentre a Izmir, sabato 2 maggio, bisognerà sopravvivere all’insidioso Sabuncubeli Pass, posto ad una trentina di chilometri dalla linea bianca.

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marco.regazzoni@oasport.it

 

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