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Approfondimenti Tennis US Open

Dove si giocano gli US Open

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Dove si giocano le partite degli US Open e le caratteristiche dei campi

Gli US Open si disputano al USTA Billie Jean King National Tennis Center, situato a Flushing Meadows-Corona Park, nel Queens, a New York, compresi i match dell’Arthur Ashe Stadium, del Louis Armstrong Stadium e del Grandstand.

Il torneo si trasferì qui nel 1978, lasciando il West Side Tennis Club di Forest Hills. Fu proprio il trasferimento nella nuova sede a coincidere con uno dei cambiamenti più importanti della storia del torneo: l’abbandono della terra battuta verde e l’adozione definitiva dei campi in cemento.

Oggi i principali stadi degli US Open – Arthur Ashe Stadium, Louis Armstrong Stadium e Grandstand – utilizzano la stessa tipologia di superficie Laykold prevista per il torneo.

Le diverse superfici che hanno fatto la storia degli US Open

Dall’erba di Forest Hills alla parentesi dell’Har-Tru, fino al cemento di Flushing Meadows, la superficie degli US Open è cambiata insieme al tennis.

Dal 1978 l’hard court è diventato uno degli elementi distintivi del torneo, prima con DecoTurf e dal 2020 con Laykold. La superficie blu che oggi caratterizza immediatamente lo Slam di New York risale invece al 2005.

Gli US Open rappresentano così un caso unico tra i quattro tornei del Grande Slam: erba, terra battuta e cemento sono state tutte superfici ufficiali della competizione. E Jimmy Connors rimane il simbolo di questa trasformazione, essendo riuscito a vincere il torneo su tutte e tre.

La storia degli US Open può essere suddivisa in quattro periodi principali.

In qauli campi si sono giocati gli US Open nella storia

La particolarità è evidente: nessun altro torneo del Grande Slam ha cambiato così radicalmente superficie nel corso della propria storia.

La superficie sulla quale si gioca oggi

La superficie degli US Open è il cemento Laykold. Nel tennis, tuttavia, la definizione di “cemento” è una semplificazione: si tratta di un hard court, cioè di una base rigida sulla quale vengono applicati diversi strati di rivestimento acrilico che determinano caratteristiche come attrito, rimbalzo e velocità.

Laykold è diventata la superficie ufficiale degli US Open nel 2020, quando la USTA ha sostituito DecoTurf dopo 42 anni.

Il cambio di marchio non ha quindi significato il passaggio a un nuovo tipo di terreno: gli US Open sono rimasti un torneo su hard court. È cambiata invece la tecnologia utilizzata per ottenere le caratteristiche di gioco richieste dagli organizzatori.

Uno degli obiettivi principali è garantire una velocità e un comportamento della palla il più possibile uniformi tra i diversi campi del complesso. Laykold utilizza formulazioni e miscele di sabbia che consentono di intervenire sull’attrito della superficie e quindi sul ritmo del gioco.

Il produttore definisce questa capacità Pace Precision: nei tornei di alto livello la superficie può essere calibrata in modo molto preciso per ridurre le differenze tra un campo e l’altro.

Perché i campi degli US Open sono blu

Il celebre cemento blu degli US Open fece il suo debutto nel 2005.

Fino all’edizione precedente i campi erano verdi. Il cambiamento fu soprattutto visivo: il blu permetteva a giocatori, spettatori e telespettatori di distinguere più facilmente la pallina gialla durante gli scambi.

La modifica del colore non rappresentò quindi un cambio di superficie. Nel 2005 gli US Open continuarono a utilizzare DecoTurf.

Questo è importante anche per comprendere l’evoluzione successiva: quando nel 2020 DecoTurf fu sostituito da Laykold, il torneo mantenne la ormai caratteristica identità cromatica blu.

Il colore del campo e il tipo di rivestimento sono dunque due elementi distinti.

Quanto è veloce il cemento degli US Open

Definire semplicemente il cemento degli US Open “veloce” o “lento” può essere fuorviante.

La International Tennis Federation utilizza il Court Pace Rating (CPR) per classificare la velocità delle superfici. La scala comprende cinque categorie: slow, medium-slow, medium, medium-fast e fast.

Il valore dipende principalmente da come la pallina interagisce con il terreno dopo il rimbalzo. Attrito e restituzione dell’energia incidono sulla quantità di velocità che la palla conserva.

Per questo anche due hard court possono comportarsi in maniera diversa.

Inoltre, durante un torneo la percezione della velocità è influenzata da altri elementi: temperatura, condizioni atmosferiche, palline utilizzate, usura del campo e caratteristiche del gioco dei singoli tennisti.

È quindi più corretto parlare delle condizioni di gioco degli US Open in una determinata edizione piuttosto che attribuire al Laykold una velocità universale e costante.

Come la superficie dei campi influenza il gioco

Il passaggio attraverso tre superfici racconta anche l’evoluzione tecnica del tennis americano.

Sull’erba di Forest Hills erano particolarmente efficaci servizio, risposta anticipata e attacchi a rete. L’Har-Tru premiava maggiormente pazienza, mobilità laterale e costruzione degli scambi da fondo. Il cemento introdotto nel 1978 ha offerto invece un terreno più uniforme, capace di adattarsi a stili differenti.

Gli hard court contemporanei degli US Open consentono di combinare potenza al servizio, anticipo, aggressività da fondo e capacità difensive. La qualità della risposta al servizio e la capacità di prendere rapidamente il controllo dello scambio sono diventate particolarmente importanti nel tennis moderno.

La superficie resta però solo una delle variabili. Palline, temperatura, umidità, condizioni diurne o serali e caratteristiche degli avversari possono modificare sensibilmente il modo in cui un campo viene percepito dai giocatori.

Oltre alla superficie e alla sede, il torneo presenta una formula specifica per tabellone, set, tie-break e qualificazioni: ecco come funzionano gli US Open.

US Open e Australian Open: entrambi sul cemento, ma non sono uguali

US Open e Australian Open sono i due tornei del Grande Slam disputati su hard court, ma questo non significa che abbiano una superficie identica.

A New York viene utilizzato Laykold, mentre l’Australian Open utilizza un differente sistema di rivestimento. Composizione, texture, condizioni climatiche e specifiche richieste dagli organizzatori possono produrre rimbalzi e velocità differenti.

La distinzione è importante: nel tennis professionistico la parola “cemento” identifica una famiglia di superfici, non un unico tipo di campo con caratteristiche sempre uguali.

È quindi possibile che due tornei classificati entrambi come hard court offrano sensazioni e condizioni di gioco sensibilmente diverse.

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