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Short Track

Short Track, Confortola e le altre azzurre grandi protagoniste a Montreal

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Elisa Confortola / LaPresse

L’Italia si è sbloccata quasi subito nella stagione degli sport invernali ed il merito è dello short track. Se nella prima tappa del World Tour la vittoria era stata avvicinata e sfiorata, questa volta nel secondo appuntamento del circuito internazionale ne sono arrivate ben due, una individuale e una di squadra. La protagonista in copertina è sicuramente Elisa Confortola, che ci ha messo lo zampino in entrambi i successi, chiudendo davvero un fine settimana eccezionale per la valtellinese.

Un weekend di riscatto per Confortola, che a Vancouver era stata anche vittima della sfortuna, complici anche una serie di cadute e decisioni dei giudici un po’ rivedibili. Invece a Montreal, soprattutto nei 1500 metri, tutto ha funzionato alla perfezione e stavolta la buona sorte ci ha messo anche un po’ del suo, visto che a cadere in un colpo solo sono state le tre olandesi. Elisa ha capito subito la situazione e ha preso il comando della gara, resistendo poi alla rimonta della sudcoreana Choi Min-Jeong e centrando così il primo successo individuale della carriera tra World Tour e Coppa del Mondo. 

Un 1500 metri femminile particolarmente azzurro, visto che sul podio ci è salita anche Gloria Ioriatti, che ha così bissato il terzo posto di Vancouver, anche se in quella circostanza era arrivato nei 1000 metri. Una bella conferma per la lombarda, che è stata bravissima ad agguantare il podio proprio al foto-finish.

Donne protagoniste a Montreal la domenica, ma già il sabato lo erano state con il fantastico successo della staffetta femminile. Il quartetto composto proprio da Confortola e Ioriatti, insieme a Chiara Betti e Margherita Betti è riuscito ad imporsi al termine di una finale emozionante e che ha premiato le azzurre solo all’arrivo, grazie allo spunto decisivo di Confortola al traguardo. Il ghiaccio di Montreal porta bene alle azzurre, visto che l’ultima vittoria in una staffetta era arrivato proprio due anni fa sempre nella città canadese.

Restando sempre in campo femminile sicuramente da sottolineare anche l’ottimo rendimento da parte di Chiara Betti, capace di chiudere al sesto posto sia nei 500 metri (finale B vinta) sia nei 1500 metri. Risultati che vanno a confermare la crescita da parte della trentina, che sta trovando sempre più consapevolezza delle proprie qualità, risultando protagonista su più distanze.

In campo maschile, aspettando sempre il ritorno di Pietro Sighel (ci sarà dalla prossima tappa), è stato ancora Thomas Nadalini ad ottenere il miglior risultato, con un bel terzo posto nei 500 metri. Il trentino doppia il podio ottenuto a Vancouver nei 1000 metri, confermando comunque un ottimo stato di forma.

Restano due rimpianti che sono quelli della staffetta mista e di quella maschile. La mista era in piena corsa per un posto sul podio, ma c’è stato un contatto tra Chiara Betti ed una canadese, con la successiva caduta dell’azzurra. La giuria ha deciso di non penalizzare i padroni di casa, ma i dubbi restano, con l’Italia che avrebbe meritato un posto sul podio. La staffetta maschile, invece, ha sprecato tutto già dai quarti di finale, cadendo in una situazione di gara veramente tranquilla e dove gli azzurri erano ampiamente soli al comando.

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