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Tennis

Zverev verso il n.1 del mondo: consistenza record, ma rischia un primato negativo

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Alexander Zverev
Alexander Zverev / LaPresse

Alexander Zverev si prepara a diventare numero 1 del mondo. Lo farà al termine di una stagione che ha il sapore della consacrazione, soprattutto a livello Slam, ma anche in un contesto del tutto particolare: la scalata del tedesco è infatti coincisa con i lunghi stop prima di Carlos Alcaraz e poi di Jannik Sinner, due assenze che hanno spalancato la strada a chi, con continuità, ha saputo approfittarne.

Il grande merito di Zverev, del resto, sta proprio qui. Una delle sue qualità più evidenti è la consistenza, e i numeri la raccontano senza margini di equivoco. Nelle ultime 52 settimane il tedesco ha disputato ben 91 incontri, vincendone il 78%, mentre nel solo 2026 ne ha giocati 78 con una percentuale di successo del 79%. Giocare tanto e farlo con profitto gli ha permesso di raggiungere il traguardo, e non è un caso che negli Slam abbia costruito il suo capolavoro stagionale: 25 vittorie e appena 2 sconfitte, un rendimento da dominatore nei tornei che contano di più.

Eppure, a guardare il quadro con maggiore attenzione, il bilancio presenta più di una zona d’ombra. A Shanghai è arrivata la sconfitta numero 16 della stagione, e il dato più curioso riguarda la qualità degli avversari: otto di quelle sconfitte sono maturate contro giocatori al di fuori della top-10. Segno che la regolarità, pur straordinaria, ha avuto qualche crepa proprio nei match in cui Zverev partiva da favorito.

Ma il punto davvero cruciale è un altro, ed è quello che potrebbe consegnare al tedesco un primato di segno opposto a quello che si augura. Ad oggi Zverev ha conquistato due titoli nel 2026, e si tratta in entrambi i casi di Slam. Se la stagione dovesse chiudersi così, quello del tedesco sarebbe il minor numero di tornei vinti da un numero 1 di fine anno nella storia del ranking. Il record attuale, infatti, è di quattro titoli, condiviso da quattro autentici giganti: Pete Sampras nel 1998, Roger Federer nel 2009, Novak Djokovic nel 2018 e Rafael Nadal nel 2019.

Ne emerge il ritratto di un giocatore che eccelle nel rendimento ma che, paradossalmente, rischia di entrare nella storia per una statistica poco lusinghiera. Il n.1 di Zverev, in fondo, è la fotografia di un’annata atipica.

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