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Sun Yang non si arrende: nuova sfida nelle acque libere, dopo l’intricata squalifica

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Sun Yang
Sun Yang / LaPresse

Sun Yang non è pronto a lasciare il nuoto. A 35 anni, dopo una carriera segnata da trionfi olimpici, controversie e una lunga squalifica, il campione cinese si rimette alla prova in una disciplina diversa da quella che lo ha consacrato: le acque libere. L’11 ottobre ha disputato la 10 chilometri dei Campionati nazionali di maratona acquatica, sul lago Xin’an, a Quzhou, chiudendo al 14° posto in 1h56’05”7. Un risultato lontano dai vertici, ma significativo per un atleta che continua a cercare spazio in un panorama agonistico profondamente cambiato.

La scelta del fondo rappresenta un tentativo di riaprire una fase della carriera che sembrava ormai avviata verso il tramonto. Specialista delle lunghe distanze in piscina, Sun ha conquistato tre ori olimpici nei 200, 400 e 1500 stile libero tra Londra 2012 e Rio 2016, diventando uno dei protagonisti assoluti del nuoto mondiale. Il suo palmarès, tuttavia, è rimasto indissolubilmente legato anche alla vicenda antidoping che ne ha interrotto il percorso.

La squalifica di quattro anni e tre mesi, decorrente dal 28 febbraio 2020, fu inflitta dal Tribunale Arbitrale dello Sport per un episodio avvenuto nel settembre 2018, durante un controllo antidoping a sorpresa nella sua abitazione, nel quale vennero distrutti campioni biologici. Il provvedimento terminò il 28 maggio 2024 e Sun tornò a gareggiare in piscina nell’agosto dello stesso anno. Il rientro, però, non gli ha restituito automaticamente il ruolo di riferimento internazionale che aveva prima dello stop: l’età, la concorrenza e l’evoluzione dei valori mondiali impongono oggi una sfida diversa.

La gara di Quzhou ha avuto anche un valore simbolico. Proprio in queste acque, nel 2006, Sun aveva conquistato il primo titolo nazionale, quando aveva appena 15 anni. Vent’anni dopo, il ritorno sullo stesso scenario gli ha offerto l’occasione di misurarsi non soltanto con avversari più giovani, ma anche con il proprio passato. Sui social, il nuotatore ha raccontato di aver ritrovato il ragazzo di allora, affrontando questa volta la prova con meno timore, e ha ribadito la volontà di continuare a gareggiare e trasmettere la passione per gli sport acquatici.

Resta da capire se le acque libere possano trasformarsi in una concreta opportunità agonistica o rappresentino soprattutto un modo per restare protagonista del nuoto.

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