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Short track, Nadalini e Ioriatti protagonisti nella prima tappa del World Tour. Tanti rimpianti per le staffette
Il World Tour 2026-2027 di short track si apre con due podi per l’Italia, ma anche con tanti rimpianti. Nella prima delle sette tappe in programma, a Vancouver, sono arrivati il secondo posto di Thomas Nadalini e il terzo di Gloria Ioriatti, entrambi nei 1000 metri. Un bilancio positivo sul piano individuale, ma c’è sicuramente un po’ di amaro in bocca per quanto accaduto nelle staffette. Il tutto in un esordio senza due punte di diamante come Arianna Fontana, che non ha ancora sciolto i dubbi sul proprio futuro, e Pietro Sighel, che ha deciso di saltare entrambe le tappe canadesi, compreso il prossimo appuntamento di Montreal.
Tra le donne, la copertina è tutta per Gloria Ioriatti, protagonista di un esordio da incorniciare. Il terzo posto nei 1000 metri, alle spalle della sudcoreana Choi Min-jeong e dell’olandese Xandra Velzeboer, le ha regalato il primo podio individuale della carriera nel massimo circuito internazionale. Il giorno dopo nei 1500 metri la lombarda è stata nuovamente protagonista, quando ha chiuso quarta per pochi millesimi in un arrivo in volata decisamente combattuto. Sicuramente un avvio promettente per Ioriatti, che ora andrà a caccia di conferme già da questo prossimo fine settimana.
Il bilancio femminile sarebbe potuto essere ancora migliore senza anche la sfortuna che ha un po’ accompagnato Elisa Confortola. Nei 1000 metri la valtellinese ha mancato la finale A, chiudendo terza nella stessa semifinale caotica e che ha portato poi al ripescaggio anche di Gloria Ioriatti. Nei 1500, invece, la valtellinese è caduta in semifinale dopo un contatto con l’americana Kristen Santos-Griswold, ma senza ottenere l’avanzamento da parte dei giudici. Qualche difficoltà in più invece nei 500 metri, dove sembrano un po’ mancare le azzurre protagoniste.
Al maschile, il volto del fine settimana è stato Thomas Nadalini. L’azzurro ha conquistato un prezioso secondo posto nei 1000 metri, arrendendosi soltanto all’olandese Jens van ’t Wout, assoluto dominatore della tappa con tre successi individuali, al quale si somma anche quello nella mista. Nadalini si era già messo in evidenza nei 1500 metri, raggiungendo la finale A e chiudendo sesto dopo aver tentato nel finale di inserirsi nella lotta per il podio. Una bella conferma dunque per il trentino, che ha dimostrato di valere ancora una volta i migliori al mondo.
Per gli altri italiani sono arrivati risultati alterni. Luca Spechenhauser ha chiuso al terzo posto la finale B dei 1000 metri, mentre nei 1500 si è fermato in semifinale per una squalifica. Anche al maschile nei 500 metri ci sono stati risultati poco convincenti ed è qui che si è sentita fortemente la mancanza di Pietro Sighel.
Il capitolo più amaro riguarda però le staffette, dove l’Italia ha sprecato diverse occasioni. Il quartetto femminile composto da Gloria Ioriatti, Elisa Confortola, Chiara Betti e Margherita Betti era in piena corsa per la vittoria, prima del contatto nell’ultimo giro tra Confortola e Velzeboer, finite entrambe a terra. Le azzurre hanno chiuso terze, ma sono state successivamente squalificate, terminando quarte. Anche la staffetta maschile e quella mista hanno visto sfumare l’accesso alla finale A a causa di cadute quando gli azzurri erano al comando delle rispettive semifinali. La formazione mista ha poi vinto la finale B, chiudendo quinta, mentre quella maschile ha terminato ottava.
