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Sci alpino, la novità Massimiliano Blardone tra i tecnici del gigante: da rilanciare un settore in crisi da decenni

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Alex Vinatzer
Alex Vinatzer / LaPresse

Sono passati quattordici anni dall’ultima vittoria di un italiano in un gigante di Coppa del Mondo. Davvero un periodo eterno e nel quale i podi raccolti sono stati solamente sette. Numeri che rappresentano perfettamente la crisi totale di un settore, che non riesce proprio ad uscire dal buco nero in cui è piombato, nonostante tutti i tentativi stagione dopo stagione di provare a ripartire con nuovi atleti e nuovi tecnici.

Questa volta ci riproverà proprio con colui che ha ottenuto quell’ultima vittoria nel 2012 a Crans Montana, Massimiliano Blardone. Il nativo di Domodossola è stato infatti inserito nell’elenco dei tecnici di gigante e proverà a portare la sua esperienza al servizio di un gruppo di atleti che ha veramente bisogno di una scossa e di una rivoluzione totale.

Non sarà un compito facile anche perché nel corso delle stagioni non c’è mai stato un vero e proprio ricambio generazione, quasi come se in Italia non nascessero più gigantisti. In quel di Soelden i convocati sono praticamente gli stessi da anni e la sensazione è che non ci siano davvero novità all’orizzonte. Chiaramente il faro è Alex Vinatzer, ma ogni anno c’è un’attesa importante sull’altoatesino, ma a fine stagione sono sempre più i momenti di delusione che vengono ricordati. Un lavoro tecnico, ma forse anche mentale, per un atleta dal sicuro talento, ma che deve trovare quella tanto ricercata ma mai trovata continuità non solo tra una gara e l’altra, ma forse addirittura tra una manche e l’altra.

Ci sono poi quelli della vecchia guardia come Luca de Aliprandini e Giovanni Borsotti, che possono ancora piazzare qualche colpo durante l’anno. Poi si spera che Blardone e il resto dello staff riesca a ritrovare il talento perduto di Filippo Della Vite. Incredibile davvero l’involuzione del bergamasco, che sembrava pronto a puntare al podio in Coppa del Mondo e che invece si è completamente perso, entrando in crisi e faticando anche solamente a qualificarsi per la seconda manche. Serve un lungo percorso di ricostruzione, ma la carta d’identità recita 25 anni e dunque c’è ancora assolutamente tempo per farlo.

Infine un capitolo a parte lo merita Giovanni Franzoni. Il bresciano è nato proprio in questa specialità e poi è diventato uno dei migliori al mondo nella velocità. Già da Soelden lo vedremo comunque presente al cancelletto di partenza, con l’obiettivo di tornare competitivo in gigante, facendo un ulteriore step nella propria carriera. Franzoni è forse l’unico vero polivalente della squadra italiana e potrebbe anche nascere un progetto sulla classifica generale di Coppa del Mondo con lui, ma tanto passerà dal gigante e questa sarà sicuramente un’ulteriore sfida per Blardone e i tecnici azzurri, forse la più intrigante e stimolante per provare a ridare entusiasmo ad un movimento che ne ha veramente tanto bisogno.

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