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Sci alpino, il rientro graduale di Giada D’Antonio dall’infortunio e la possibile trafila

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Giada d'Antonio
Giada D'Antonio / LaPresse

Otto mesi dopo quel maledetto infortunio durante un allenamento a Dobbiaco, Giada D’Antonio è finalmente tornata sugli sci e sta continuando il suo percorso di riavvicinamento alle gare. Procede dunque tutto in maniera graduale e positiva per la slalomista campana, considerata uno dei talenti cristallini dello sci alpino azzurro, ma fermata proprio nella primissima fase della sua carriera dalla rottura del crociato quando sembrava ormai tutto pronto per vederla al cancelletto di partenza dello slalom olimpico.

L’aria olimpica comunque D’Antonio è riuscita a respirarla, avendo partecipato al Team Combined, ma qualche giorno dopo in allenamento a Dobbiaco purtroppo è arrivato questo brusco stop. Sei mesi lontana dagli sci, poi il parziale ritorno sulle nevi dello Stelvio a settembre ed ora il ritiro in Val Senales con il gruppo delle discipline tecniche in Coppa Europa. Rimettersi gli sci è stata una liberazione per la campana, che continua tutta la lunga trafila per il rientro, che probabilmente avverrà tra un mese a Levi nel circuito continentale.

Proprio quello in Finlandia sarà un test importante per capire lo stato fisico dell’atleta e la tenuta del ginocchio. Sarà anche un esordio assoluto per D’Antonio in Coppa Europa, visto che la campana ha davvero bruciato le tappe, facendo un balzo diretto tra le grandi ancora prima di passare dal circuito continentale. Dovessero dare segnali positivi quelle gare allora per D’Antonio si potrebbe anche aprire la possibilità di vederla poi successivamente anche in Coppa del Mondo.

Ripartire dunque dalla Coppa Europa con calma senza bruciare le tappe, questo dovrebbe essere il programma dei prossimi mesi per D’Antonio, che difficilmente sarà al via delle gare di Gurgl, Levi e Killington, troppo vicine tra loro. Forse quella in Nord America potrebbe anche rientrare tra gli obiettivi della diciassettenne di Napoli, ma molto dipenderà dalla sua condizione mostrata in allenamento e dal possibile esordio una settimana prima in Finlandia in Coppa Europa.

Ci vorrà dunque tempo e pazienza, anche perchè la carta d’identità sicuramente non mette fretta a tutto lo staff azzurro e non deve neanche averla la stessa Giada, nonostante sia capibile la voglia di tornare il prima possibile sulla neve. Sarà un anno di continua rincorsa, dove procedere uno step alla volta e magari si potranno vedere i frutti solo tra febbraio e marzo 2027. L’Italia dello sci aspetta e attende la sua Black Panther. 

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