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Rugby

Rugby, azzurri in infermeria: Quesada conta i feriti, quindici nomi e un novembre in salita

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Lorenzo Cannone
Lorenzo Cannone / IPA Agency

Quindici nomi, una lista che si allunga a ogni weekend e un calendario che non aspetta nessuno. È questo il quadro con cui Gonzalo Quesada si prepara alla seconda parte del Nations Championship, con l’Italia chiamata a rialzarsi dopo le tre sconfitte estive e a recuperare posizioni in classifica. Il Sudafrica sarà a Torino sabato 7 novembre, poi toccherà all’Argentina a Genova il 14 e alle Fiji a Udine il 21, prima della finale per il piazzamento a Twickenham, in programma tra il 27 e il 29 novembre a seconda della graduatoria.

L’ultimo colpo è arrivato da Tolosa, dove Tommaso Menoncello è uscito dolorante nella sfida di Champions Cup contro Exeter, tenendosi l’avambraccio. Lo staff francese ha parlato di una possibile sublussazione alla spalla, ma una diagnosi ufficiale ancora non c’è. Se il sospetto fosse confermato, il centro azzurro potrebbe dire addio ai test match di novembre e anche alla trasferta di Twickenham: l’assenza più pesante di un elenco già troppo fitto.

Basta scorrere i club per rendersene conto. Alla Benetton Lorenzo Cannone e Alessandro Izekor non hanno ancora giocato nemmeno un minuto e un loro rientro a breve sembra improbabile. Si sono fermati anche Manuel Zuliani e Sebastian Negri (frattura del processo trasverso della quarta vertebra lombare) dopo la prima con gli Scarlets, Riccardo Favretto (lesione al soleo destro) e Paolo Odogwu (frattura della parete orbitale destra) nella seconda giornata contro Connacht, mentre Mirco Spagnolo ha lasciato il campo dopo appena sette minuti contro gli Scarlets. Alle Zebre il bilancio non è migliore: Muhamed Hasa, Jacopo Trulla e David Odiase non sono ancora scesi in campo, Lorenzo Pani deve smaltire il trauma contusivo al quadricipite sinistro rimediato contro il Giappone in estate, mentre Luca Rizzoli è fermo addirittura dal 2025 per la rottura del tendine d’Achille. Tutti e cinque erano nel giro della Nazionale.

A completare la lista ci sono Edoardo Todaro, rientrato da poco in gruppo ma assente dai campi da gennaio e quindi difficilmente convocabile, e Malik Faissal, operato all’inizio di ottobre. Non è la prima volta che l’Italia si trova in una situazione simile: anche il Sei Nazioni cominciò con dieci potenziali titolari ai box e finì con le vittorie su Scozia e Inghilterra. Quesada spera di riavere qualcuno nelle prossime settimane, se non per il Sudafrica almeno per le sfide successive, ma una cosa è certa: l’Italia non arriva a questo appuntamento nel modo migliore.

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