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ArtisticaGinnastica e cultura fisica

Regine detronizzate: gli USA crollano dopo 15 anni! La ginnastica artistica cambia volto, gli States evocano Simone Biles

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USA ginnastica
USA ginnastica / Lapresse

Da Rotterdam a Rotterdam. La località nei Paesi Bassi e la AHOY Arena potrebbero essere cancellate dalla cartina della ginnastica artistica per gli USA: a queste latitudini persero la finale della gara a squadre femminile ai Mondiali 2010 e ieri sera sono nuovamente scivolate nella prova che premia la caratura tecnica di un intero Paese. Nel mezzo la corazzata a stelle e strisce era sempre stata padrona assoluta della gara più sentita, dominando la Polvere di Magnesio in maniera acclarata per quindici anni.

La prima perla di Tokyo nel 2011 con Gabby Douglas, Aly Raisman, McKayla Maroney, Jordyn Wieber in pedana da veri fenomeni; la replica a Nanning nel 2014 con Simone Biles alla guida, poi altri quattro gioielli con l’icona della disciplina alla guida del gruppo (Glasgow 2015, Doha 2018, Stoccarda 2019, Anversa 2023) e l’affermazione di Liverpool 2022 con Jade Carey a fare da faro. Si tratta di sette medaglie d’oro consecutive, impresa mai riuscita a nessuno nella storia di un evento nato nell’ormai lontano 1934.

Sedici anni fa era stata la Russia di Aliya Mustafina a ruggire davanti alla formazione capitanata da Aly Raiman. Questa volta un quintetto di non enorme esperienza tecnica, privo anche della sua attuale numero 1 (Hezly Rivera, infortunatasi nell’allenamento della vigilia), si è inchinato per 233 millesimi alla più bella Cina degli ultimi due decenni, tornata sul gradino più alta del podio dopo venti anni e spezzando un dominio che perdurava da tre lustri.

Per il momento la ginnastica artistica ha cambiato volto, finendo nelle mani di una squadra asiatica fortissima alla trave, granitica alle parallele, non bella al corpo libero e un po’ macchinosa al volteggio. In Patria ci si interroga sulla gara di Skye Blakely, Charleigh Bullock, Dulcy Caylor, Reese Esponda, Claire Pease e sul futuro di questa squadra, con la consapevolezza che senza la caduta di Pease alla trave si starebbe parlando dell’ennesima vittoria americana.

Mancano meno di due anni alle Olimpiadi di Los Angeles 2028 e il nome di Simone Biles è stato chiaramente evocato. La ginnasta più forte della storia non gareggia dai Giochi di Parigi 2024, nel frattempo si è sposata e ha anche dovuto fronteggiare una brutta malattia della pelle. Non si sa nulla sulla sua effettiva attività ginnica e sugli eventuali allenamenti: la 29enne tornerà davvero in scena per la rassegna a cinque cerchi in California? Sostenuta dalla Reginetta per eccellenza, gli USA tornerebbero imbattibili, salvo incidenti di percorso (leggasi Tokyo 2020).

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