MotoGP
MotoGP 2027, Ezpeleta replica ai piloti: “Richieste da team e costruttori”
Cambiare il format non basta: bisogna convincere chi, in pista, è chiamato a subirne le conseguenze. È questo il nodo emerso dopo le prime reazioni dei piloti alle novità previste dalla MotoGP per il 2027. Dalla seconda sessione di qualifica dedicata alla Sprint alla cancellazione del warm-up domenicale, le modifiche hanno alimentato dubbi sul coinvolgimento dei diretti interessati e sui possibili effetti in termini di sicurezza. La risposta del campionato, affidata al direttore generale aggiunto Carlos Ezpeleta, punta a difendere il percorso decisionale senza chiudere la porta a ulteriori confronti.
Le critiche, del resto, sono state esplicite. Pedro Acosta ha contestato l’assenza di alternative per i piloti: “Non importa cosa pensiamo, non ci hanno dato altra scelta“. Ancora più netto Marc Marquez, che ha sintetizzato i rapporti di forza all’interno del campionato: “I team e l’organizzazione decidono, quindi o lo accetti o te ne vai“.
La MotoGP, dal canto suo, sostiene che la revisione del weekend sia nata dalle richieste di squadre e costruttori, interessati a ridurre il tempo complessivo trascorso in pista e a rendere il programma più funzionale allo spettacolo. Ezpeleta, intervenuto a Mandalika, ha però precisato che ai team era stato chiesto di coinvolgere direttamente i propri piloti prima di procedere con le modifiche.
“Abbiamo reso molto chiaro ai team che dovremmo apportare questi cambiamenti solo dopo che avranno parlato con i piloti e questi avranno dato la loro opinione“, ha spiegato. Una precisazione che lascia emergere una possibile differenza tra le indicazioni dell’organizzazione e il modo in cui sono state recepite dalle singole strutture.
Il livello di consultazione, infatti, non sarebbe stato uniforme. “Abbiamo insistito o, meglio, chiesto espressamente ai team di parlare con i piloti“, ha aggiunto Ezpeleta, riconoscendo che negli ultimi due Gran Premi le risposte sono state differenti. I numerosi cambi di squadra, inoltre, avrebbero contribuito a rendere meno omogenee le modalità di confronto interne.
Il dirigente ha quindi richiamato gli strumenti già disponibili per i piloti, a partire dalla Safety Commission, le cui riunioni si svolgono il venerdì. “La porta della MotoGP è più aperta di quella di qualsiasi altro sport al mondo“, ha dichiarato, ribadendo che le osservazioni dei piloti possono arrivare direttamente all’organizzazione.
Resta, tuttavia, una questione di rappresentanza: se il campionato intrattiene rapporti contrattuali con i team e non direttamente con i piloti, il passaggio delle loro istanze attraverso le squadre può diventare un filtro. Ezpeleta ha riconosciuto che il rapporto può funzionare anche in senso inverso, sottolineando come le scuderie siano spesso nella posizione migliore per valutare aspetti tecnici e organizzativi, compreso il tempo necessario a verificare la sicurezza delle moto.
Il secondo fronte riguarda la sicurezza. Con una sessione cronometrata aggiuntiva per la Sprint e un nuovo equilibrio tra prove e qualifiche, alcuni piloti temono di essere spinti a prendersi rischi maggiori, aumentando l’esposizione agli incidenti.
La replica di Ezpeleta si fonda soprattutto sulla gestione del tempo in pista e delle gomme. Secondo il dirigente, il nuovo programma non comporterà un aumento dei giri cronometrati sotto pressione: la FP2 del venerdì sarà una sessione libera, senza la necessità di conquistare direttamente l’accesso alla Q2 attraverso il miglior tempo. “Ci sarà lo stesso numero di giri cronometrati, che è fondamentalmente il tempo in cui sono sotto pressione“, ha spiegato. L’obiettivo è evitare che le nuove qualifiche obblighino i piloti a moltiplicare i tentativi al limite, anche in presenza di condizioni meteorologiche variabili.
A questa misura si aggiungerà una riduzione delle gomme disponibili per le sessioni cronometrate. Il principio è limitare le possibilità di ripetere un tentativo dopo una caduta, rendendo ogni errore potenzialmente più costoso sul piano sportivo. “Ora, i piloti possono utilizzare così tanti pneumatici che, dopo una caduta, hanno una seconda opportunità, qualcosa di cui non disporranno in futuro“, ha osservato Ezpeleta. Tra le ipotesi illustrate figura la disponibilità di un solo set per i 15 minuti della qualifica Sprint del venerdì e di tre set per la sessione del sabato, da distribuire tra Q1 e Q2.
È una strategia che punta a contenere gli eccessi, ma che non elimina automaticamente le perplessità: meno pneumatici possono ridurre i tentativi disponibili, senza garantire da soli una diminuzione del rischio. Sarà quindi la concreta applicazione del format a chiarire se l’equilibrio tra spettacolo, prestazione e sicurezza risulterà sostenibile.
Ezpeleta ha ricordato anche gli interventi già introdotti nel corso della stagione, tra cui l’allungamento e l’allargamento della griglia e l’eliminazione degli abbassatori anteriori. Ha inoltre sottolineato che gli infortuni rappresentano un rischio intrinseco nelle competizioni motoristiche, pur senza indicare questo elemento come una ragione per rinunciare a ulteriori miglioramenti.
La posizione dell’organizzazione, dunque, non è quella di considerare il nuovo format intoccabile. “Siamo aperti a cambiare e migliorare il programma“, ha assicurato il dirigente, lasciando spazio anche a un’eventuale revisione della scelta di eliminare il warm-up domenicale.
