Tennis
Medvedev, dalla squalifica alle scuse: cosa è successo a Pechino
Una semifinale dominata dalla tensione, un gesto d’istinto e una partita finita nel modo più inatteso possibile. A Pechino, Daniil Medvedev ha visto sfumare la sfida contro Novak Djokovic non per un punto perso, ma per una decisione disciplinare arrivata dopo un episodio che ha lasciato il campo e ha coinvolto direttamente uno spettatore.
Il russo era sotto 7-5, 5-3 quando, a gioco fermo, ha scagliato una pallina in un momento di stizza. Il colpo ha oltrepassato i tabelloni pubblicitari e ha raggiunto la prima fila, centrando al volto un tifoso.
L’episodio ha immediatamente fatto scattare l’intervento dell’arbitro e del supervisor. Alla luce del regolamento, è arrivata la decisione più severa: Medvedev è stato squalificato e Djokovic ha ottenuto così il pass per la finale del China Open.
L’espulsione non ha avuto conseguenze soltanto sul risultato della semifinale. Medvedev ha infatti perso anche i benefici ottenuti nel torneo: i 200 punti ATP conquistati fino a quel momento sono stati azzerati, così come il relativo bottino valido per la Race to Turin.
Pesante anche il risvolto economico. Il russo ha rinunciato al prize money da semifinalista, pari a 200.000 dollari, mentre sul fronte disciplinare è prevista una multa che potrebbe arrivare fino a 60.000 dollari. Ma la vicenda non si è chiusa con la decisione del giudice di sedia.
Successivamente, il tennista ha scelto infatti di affrontare personalmente le conseguenze del proprio gesto. Il moscovita si è recato in ospedale per incontrare lo spettatore colpito dalla pallina e verificare direttamente le sue condizioni.
Il tifoso, fortunatamente, non avrebbe riportato conseguenze gravi. Durante l’incontro, Medvedev gli ha consegnato una racchetta autografata accompagnata da una semplice dedica: “Mi dispiace”.
Un gesto arrivato dopo una delle serate più controverse della sua esperienza a Pechino e che ha rappresentato il tentativo del russo di rimediare, almeno sul piano personale, a un episodio nato da un momento di rabbia e diventato improvvisamente molto più serio.
