Tennis
McEnroe incorona il ritorno di Alcaraz: “È stato un evento di enorme importanza”
Quattro mesi lontano dal tennis possono lasciare cicatrici agonistiche difficili da nascondere. Carlos Alcaraz, invece, è riuscito a rimettersi al centro della scena agli US Open, mostrando una competitività che ha sorpreso anche John McEnroe. L’ex campione americano ha riconosciuto il valore del rientro dello spagnolo, sottolineando come la lunga assenza non abbia compromesso in maniera evidente il suo gioco, almeno fino al confronto con un avversario capace di alzare drasticamente il livello.
Il giudizio di McEnroe parte proprio dalla qualità espressa da Alcaraz, che per buona parte del torneo ha dato l’impressione di poter competere per il titolo nonostante il poco tempo trascorso in campo prima del ritorno a New York.
“Guardandolo giocare, non sembrava che avesse perso il ritmo agonistico. Quella mancanza di rodaggio, se così si può definire, è emersa chiaramente quando si è trovato di fronte a un avversario superiore che stava giocando la partita della sua vita, alimentato dall’incredibile energia che si respirava nell’aria“.
Nell’analisi dell’americano, la preparazione ridotta non ha rappresentato un ostacolo evidente nelle prime fasi, ma ha finito per pesare quando il livello della competizione è salito. Contro un avversario in stato di grazia, i dettagli hanno assunto un’importanza decisiva: il ritmo partita, la tenuta fisica e la capacità di esprimere il proprio tennis migliore nei momenti più delicati.
McEnroe credeva nell’impresa di Alcaraz: “Sembrava che Carlos lo avrebbe vinto“. C’è poi un aspetto che emerge con forza dalle parole di McEnroe: la convinzione che Alcaraz potesse spingersi fino in fondo. Il percorso dello spagnolo aveva alimentato aspettative crescenti, al punto da rendere credibile un successo finale nonostante le condizioni particolari del suo rientro.
A interrompere quella prospettiva sono stati il rendimento non ottimale del murciano e le difficoltà fisiche incontrate nel momento decisivo, senza però sminuire la prestazione del suo avversario. “Man mano che il torneo andava avanti sembrava che Carlos lo avrebbe vinto, ma non è riuscito a sfoggiare il suo miglior tennis e il suo fisico ha finito per fargli un po’ la vita difficile; tuttavia, gran parte di ciò è stato merito di Ben“.
Il passaggio è significativo perché McEnroe evita di ridurre il risultato alle sole difficoltà di Alcaraz. La prestazione dell’avversario, Ben, ha avuto un peso determinante nel confronto, contribuendo a impedire allo spagnolo di trovare le soluzioni necessarie per cambiare l’inerzia della partita. Un riconoscimento che restituisce una lettura più completa della sfida: da una parte un campione ancora alla ricerca della migliore condizione, dall’altra un giocatore capace di sfruttare l’occasione con un tennis di altissimo livello.
Al di là del risultato sportivo, McEnroe ha voluto sottolineare il significato della presenza di Alcaraz a New York. Il ritorno dello spagnolo ha rappresentato un elemento di grande richiamo per il torneo, confermando il peso del suo nome nel panorama internazionale e l’interesse generato dalla sua partecipazione anche in una fase di preparazione non ideale. “Voglio ribadire il mio ringraziamento a Carlos per essere venuto a giocare; il suo ritorno è stato un evento di enorme importanza per gli US Open“.
